Settembre 18, 2021

Corriere Locride

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A cinque anni dal terremoto la lenta ricostruzione di Amritsar (Italia)

EFE / EPA / Francesco Patacchiola / Archivio

ROMA, 24 ago. (EFE).- Nell’iconica città di Amritsar, che cinque anni fa ha devastato diverse città del centro Italia e causato 299 morti, le vittime vengono ricordate ancora oggi e si lamenta la lenta ricostruzione dell’intera regione .
Alle 03:36 del 24 agosto 2016, un terremoto di magnitudo 6.0 ha devastato i comuni di Amritsar, Acumoli e Del Toronto, lasciando 237 persone ad Amritsar, 51 ad Arcuata, 11 ad Acumoli e decine di migliaia di senzatetto.
In occasione del quinto anniversario, il presidente Mario Draghi ha visitato Amritsar e deposto corone di fiori al Parco Don Minosse, memoriale delle vittime del terremoto. Il luogo dove cinque anni fa si tennero i funerali delle vittime.
“Amatrice non c’è più”, ha detto tristemente ai media quella mattina l’allora sindaco Sergio Prosci. Il centro storico della città, uno dei più belli d’Italia, è meta turistica per la sua famosa pasta “Amatriciana”, non ancora cinque anni dopo.
“La ricostruzione prosegue, i sintomi sono positivi, ma c’è ancora tanto da fare”, ha detto Giovanni Leknini, commissario straordinario per la ricostruzione, che ha presentato il terzo rapporto sull’operazione in occasione del quinto anniversario della manifestazione.
Problemi burocratici nell’aggiudicazione degli appalti hanno rallentato i lavori, infatti solo nel 2020 il commissario ha conferito poteri straordinari per accelerare la realizzazione di opere pubbliche di emergenza, ovvero revisione speciale e centri storici. I Comuni sono stati i più colpiti.
Attualmente sono stati aperti 5.000 posti di lavoro e 12.000 case sono state restaurate, ma ce ne sono ancora 13.000 in fase di recupero e nel centro storico abbandonato, ancora disseminato di rovine, si può vedere un’enorme gru che solo poche settimane fa ha iniziato i lavori di restauro.
Lechnini, il quinto commissario nominato in questi cinque anni, ha spiegato che “circa 20.000 delle 80.000 richieste di assistenza alla ricostruzione attualmente in corso sono state abbandonate e molti hanno rinunciato a tornare alle proprie case”.
Secondo Lechnini, grazie alla ristrutturazione di abitazioni private e alla nuova realizzazione di due grandi condomini alla periferia di Amritsar, entro la fine dell’anno potrebbero avere una casa circa 25.000 persone.
Attualmente circa 8.000 persone continuano a ricevere assistenza per l’affitto, e 7.500 continuano a essere denominate SAE, soluzioni di emergenza, che comprendono piccole case prefabbricate o container.
Secondo il rapporto, entro la fine di quest’anno dovrebbero essere restaurate nel centro storico 300 abitazioni e saranno pianificati i lavori necessari per riaprire 43 milioni di di attività economiche e sociali come il Municipio, le chiese di San Agostino e il San Francesco e Santa Maria del Safragio, centri culturali e musei.
“Questo è un segnale forte che la ricostruzione è iniziata. Spero che finisca entro il 2025. Essendo un aereo, è stato difficile per noi decollare, ma ora stiamo volando alto e nella giusta direzione, anche se la strada è lunga”, ha detto al canale tv il sindaco di Amritsar Massimo Buffachi.
Bufachi ha promesso di trasferirsi nel centro storico di Amritsar e nelle città vicine entro 10 anni.

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