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Escursioni. Alla riscoperta degli antichi sentieri dell'Aspromonte Orientale

  •   Redazione
Nella foto Leo Stilo e Antonello Talia Nella foto Leo Stilo e Antonello Talia

di Francesco MavigliaMolti dei vecchi sentieri dell'Aspromonte sono ancora perfettamente percorribili come lo erano secoli fa, quando erano costantemente battuti dagli abitanti dei paesi aspromontani. Lo hanno voluto dimostrare i tre "pionieri" che incamminandosi fin dal mattino presto in un caldo giorno di fine giugno 2020, sono riusciti a percorrere quella sorta di quadrilatero convesso che partendo dai Campi di Bova direzione Casalnuovo, entra ad Africo, e risale verso i Campi di Bova.

IMG-20200628-WA0004.jpg

Dopo aver attraversato il ponte tibetano sul V.ne Casalnuovo e visitato il vecchio frantoio che adiacente ad esso si intravede il cartello che indica la direzione per andare al "Mulino di Mezzo", il gruppo ha ripreso a salire per rifornirsi di acqua presso la fontana Viaci, la fonte più vicina al vecchio paese di Africo. Dopo la meritata sosta i tre hanno attraversato Africo fino a quello che rimane del municipio, per salire quindi fino a Carrà affrontando poi la ripida Pedimpiso, riprendendo così l'auto dopo otto ore di cammino, e avendo percorso ben 41.000 passi (circa 30 chilometri), la cordata ha chiuso quindi l'itinerario prefissato. 

Il sentiero in questione, è stato eseguito dai tre esploratori, eredi del distrutto paese dall'alluvione del 1951, con molta determinazione e temerarietà. Un viaggio a piedi per riscoprire il sentiero che per i loro avi, era un tempo, una delle principali vie di comunicazione, da dove si innestavano altri tracciati che collegavano varie contrade e altri paesi. Ad esempio ad est si collega col sentiero che attraversando l'Aposcipo conduce verso Samo. Con molta probabilità non sarà questo l'ultimo trekking di questa compagine, altri sentieri hanno in mente e ci renderanno partecipi.


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