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La nostra storia. Staiti, il maestro Domenico Carisì

di Fortunato Stelitano - Figlio dei sarti Giuseppe e Giuseppa Arcuri, Domenico Carisì nacque a Staiti il 14 gennaio 1920 e venne battezzato il 29 aprile dello stesso anno dall'arciprete Ferdinando Bova alla presenza del padrino dottor Domenico Parisi.

Intraprese i primi studi nella scuola del paese e ricevette i primi rudimenti di teoria, solfeggio e clarinetto dal maestro Giuseppe Dato che diresse la locale Banda Musicale durante il Ventennio; il suo nome compare tra i componenti del sodalizio musicale già nello Statuto del 1929.

Frequentò il Conservatorio di Musica di Bergamo, città dove risiedeva il fratello Francesco (maresciallo di finanza) e svolse attività concertistica su alcune navi da crociera girando per i porti di tutta Europa e raggiungendo persino le coste dell'Australia.

Durante la Seconda Guerra Mondiale venne chiamato alle armi e fu arruolato prestando servizio in una banda musicale dell'esercito di stanza in Albania. Nel 1947 si sposò con Antonia Serraino dalla quale ebbe due figli: Giuseppe e Giovanni.

Durante gli anni successivi un attivissimo gruppo di bandisti coordinato dai signori Vincenzo Alagna, Francesco Votano e Armando Sabattini aveva intanto cominciato a riorganizzare la Banda musicale di Staiti e nel 1958 il maestro Carisì venne invitato ad assumerne la direzione, incarico che ricoprì fino al 2011, intervallato da una breve pausa compresa tra il 1963 e il 1965 durante la quale Carisì diresse la Banda Comunale di Bova.

Particolarmente intensa, soprattutto durante questa prima fase, fu la collaborazione con altri due staitesi illustri: il commendatore gentile Dieni e il professor Arcangelo Papalia che lo sostennero sia individuando le risorse necessarie all'acquisto dello strumentale, sia attraverso la costituzione di uno apposito Statuto.

Insegnò, inoltre, educazione musicale presso le scuole secondarie di primo grado di Condofuri, Bova, Bruzzano, Africo e Brancaleone.

Carisì ha personificato per decenni tutta l'attività musicale del centro aspromontano: organista della chiesa, docente, maestro della scuola musicale e direttore bandistico. Longevo servitore della musa Euterpe, a lui si deve l'alfabetizzazione musicale di generazioni e generazioni di Staitesi e la stessa tenacia con la quale ha diretto per oltre mezzo secolo la prestigiosa compagine musicale ha pochi eguali in tutta la storia bandistica della nostra regione.

Ottimo clarinettista, come ogni maestro di musica di vecchio stampo insegnava ogni singolo strumento previsto dall'organico bandistico, dimostrando conoscenze più che buone in fatto di strumentazione per banda e armonia.

Indelebili rimangono nella memoria di quegli anni i lunghi pomeriggi musicali presso il palazzo di piazza Romeo; aspettando il proprio turno, si giocava intanto tra i vicoli della Fontanella mentre il maestro Carisì impartiva lezioni di musica intervallando pratica strumentale a nozioni di teoria e solfeggio. Chi per alcuni mesi, chi per anni, molti furono i ragazzi e le ragazze che approfittarono di tale offerta formativa, sperimentando un modo diverso e culturalmente elevato di fare gruppo, comunità, all'interno di un'istituzione che rappresentava l'essenza stessa di Staiti.

Ma la straordinarietà del suo operato, da tutti riconosciuta, è sicuramente legata alla capacità di gestire, con equilibrio, misura e autorevolezza, le varie dinamiche, non sempre positive, che suo malgrado vedeva registrare all'interno dell'eterogeneo gruppo musicale, meditando e calibrando ogni suo intervento, sempre e comunque al servizio della sua banda, quella stessa banda che l'aveva visto crescere musicalmente e che l'aveva additato come nocchiero durante la delicata fase di transizione tra la prima e la seconda formazione bandistica del paese, ovvero in quella particolare fase di passaggio relativa agli anni difficili successivi al secondo dopoguerra.

Fu direttore del Complesso Bandistico “Francesco Cilea” per più di cinquant'anni divenendone quindi un'istituzione nell'istituzione. Appena qualche anno prima di morire era stato invitato a dirigere nuovamente la sua Banda e per l'occasione era stato premiato per la grande attività svolta al servizio della comunità staitese e dei suoi bandisti:

Al maestro Domenico Carisì, longevo servitore della grande musa Euterpe, con riconoscenza e gratitudine per il grande impegno profuso nell'alfabetizzazione musicale degli Staitesi e per la straordinaria tenacia nel dirigere per oltre mezzo secolo il nostro prestigioso Corpo Musicale. Con stima, i bandisti.

Con la serenità che lo ha sempre contraddistinto, il 14 maggio 2015 ritornò alla casa del padre lasciando un profondo vuoto nella comunità staitese e tra i suoi numerosi allievi.

Se è vero che la musica nobilita e ingentilisce, la sua attività d'insegnante, maestro e direttore ha costituito per noi, quindi, un vero e proprio progetto educativo e culturale di alto spessore che non poteva non caratterizzare profondamente la crescita di un popolo e di un paese.

                                                                                                         

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La riflessione. «Confrontiamo le nostre guerre, mamma»

di Antonietta Margariti - Nel corso degli anni tante volte ho sentito mia mamma raccontare o solo accennare ai tempi della guerra senza mai soffermarmi a ponderare una frase o un racconto. Si andava di corsa, c’era sempre un impegno da sbrigare, una urgenza cui attendere, una priorità, o pseudo tale, da seguire. Il tempo era l’avversario costante contro cui si gareggiava
Nella guerra del 2020 il tempo si stende ai nostri piedi e ci si offre prodigo e beffardo. Una cosa invisibile, impercettibile e sconosciuta ci ha tolto tutto e ci ha inondato di tempo, solo di tempo da usare nell’area circoscritta delle nostre case.
Confrontiamo le nostre guerre, mamma. Raccontami della tua che era sporca, affamata e roboante.
Durante la seconda guerra mondiale mia mamma era una ragazza di vent’anni, aveva fatto la scuola elementare e i parenti o i vicini la chiamavano a scrivere per loro le lettere indirizzate ai loro congiunti richiamati nei vari fronti di guerra. Quando raramente, da quei fronti ne arrivava qualcuna, si riunivano tutti, parenti, amici, vicini, e lei leggeva per quegli occhi affamati di notizie più di quanto le loro pance non lo fossero di cibo. E ce n’era di fame! E ce n’era di miseria nera.
Ieri ha riesumato questo ricordo dentro cui mi son fatta trascinare, ammirata ed emozionata dalla sua intraprendenza:
C’era tanto bisogno, tanta fame, la gente non aveva indumenti da indossare. Micuzza aveva una caterva di figli che andavano in giro laceri e infreddoliti; lei stessa era vestita di miseri cenci consunti.
«Micuzza- le dissi- ma voi avete una sorella in America! Ce l’avete l’indirizzo?”
“No, io no. Ce l’ha mia sorella ma non vive qua, lei abita a Pietrapennata”
“Andate a prenderlo e portatemelo al più presto.”
Micuzza, attraversò a piedi viottoli di campagna, fece chilometri scalza e raggiunse Pietrapennata dove si procurò l’indirizzo della sorella emigrata in America cosicchè io le potei scrivere una lettera a nome suo.
“Cara sorella, qua c’è la guerra, alla paura delle bombe si aggiunge la fame, la lotta giornaliera per trovare un pò di cibo. Ma la terra qualcosa da riempire la pancia, non te la nega mai, quel che manca completamente sono i vestimenti”.
Dopo un mese arrivò dall’America un pacco pieno di vestiti, camicette, giacche e Micuzza, piena di gratitudine, venne a casa nostra con un vestito per me. Non lo accettai perché noi non stavamo tanto male ma fui cosi felice e fiera di quel momento di gioia donata .”
E io sono fiera di te. Al prossimo ricordo, mamma.

*L'articolo ci è stato segnalato da Bruno Salvatore Lucisano

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Staiti. Sabato 21 dicembre dalle ore 17:00 apertura dei mercatini, musica tradizionale dal vivo per le vie del borgo con Filippo Stilo

Domenica 22 dicembre dalle ore 10:00 apertura dei mercatini e alle ore 16:00 “Via dei diritti dei bambini” con la presenza di Antonio Marziale Garante dell’infanzia per la Regione Calabria, all’interno giochi gonfiabili, animazione, foto con Babbo Natale (vero), cassetta della posta di babbo natale, con la possibilità di scrivere la propria personale letterina. Dalle ore 20:30 concerto Live di musica Etno-Popolare con il gruppo Kukuntawa in piazza della Vittoria.

Durante le due giornate non mancheranno le sorprese con istallazioni artistiche lungo le vie del borgo, si potranno seguire itinerari per scoprire il borgo ed ammirarlo nella sua veste natalizia caratteristica.Sarà possibile acquistare artigianato, gustare cibi tradizionali come famose frittole, la carne di capra, zeppole, dolci e tanto altro.

Un ottimo motivo per scoprire e riscoprire il piccolo borgo di Staiti alle propaggini Aspromontane sud-orientali raggiungibile comodamente da Brancaleone Marina cui dista solo 12km.

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