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Siderno. Venerdì 22 marzo, per la Giornata Mondiale dell’acqua, si terrà un incontro nell’aula magna dell’istituto Superiore Marconi

«Acqua per tutti!»

E’ questo il tema scelto per la giornata mondiale dell’acqua 2019. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite 27 anni fa ha istituito questa ricorrenza, il 22 marzo, per puntare i riflettori sul prezioso elemento che rende possibile la vita sul pianeta per tutti gli esseri umani, animali e vegetali. Quando pensiamo ai deserti immaginiamo luoghi dove la vita è quasi assente ma l’uomo nel corso dei secoli non solo non ha frenato l’avanzare dei deserti ma addirittura lo ha favorito attuando una politica di gestione delle risorse naturali a volte sciagurata nel migliore dei casi superficiale. L’Osservatorio Ambientale da anni si occupa di porre all’attenzione dei cittadini e degli enti oltre che degli organismi preposti all’organizzazione sociale il problema delle risorse naturali e tra queste prioritariamente l’acqua. Si è partiti dal dato preoccupante che vede oltre il 50% dei calabresi non avere fiducia nell’acqua pubblica per mettere in atto una serie di iniziative per sviscerare il problema su basi empiriche invece che sui luoghi comuni o addirittura sulle leggende metropolitane. Abbiamo, di concerto con Sorical e ArpaCal, messo in atto una serie di monitoraggi sull’acqua partendo dalle analisi radiometriche. La radioattività nell’acqua è il male più temuto in quanto le falde sono quelle che per prime possono essere contaminate in presenza di elementi inquinanti di tale natura. Per capirci, rifiuti tossici industriali e non eventualmente sotterrati nei nostri territori. E’ chiaro che se le nostre acque avessero avuto tracce di radioattività ogni altro accertamento sarebbe stato inutile. Invece le analisi, che all’epoca l’ArpaCal non aveva gli strumenti per effettuare, commissionate ad un laboratorio privato hanno evidenziato la totale assenza di radioattività. I costi sono stati sostenuti da erogazioni liberali e dalle quote versate dalle associazioni aderenti all’Osservatorio. Questo dato ci ha incoraggiati ad effettuare un secondo step per i metalli pesanti ed anche questi sono risultati assenti o nei limiti di legge. Per cui abbiamo iniziato una campagna di promozione dell’acqua pubblica cercando di scoraggiare l’acquisto di acque imbottigliate in plastica che arrivano da migliaia di chilometri di distanze e che nel migliore dei casi sono meno buone della nostra acqua di rubinetto. Abbiamo un applicativo, https://acquapotabile.crowdmap.com/, che può essere consultato per avere informazioni relativamente alle acque erogate dai comuni che hanno sottoscritto un protocollo d’intesa e s’impegnano ad effettuare periodicamente le analisi.  La nostra opera di sensibilizzazione avviene in ogni occasione e alle nostre iniziative portiamo acqua di sorgente in bottiglie di vetro. Anche quest’anno vogliamo festeggiare la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’acqua con una manifestazione che si svolgerà a Siderno nell’aula magna dell’istituto Superiore Marconi e che vedrà gli interventi del Prof. Giuseppe Bombino docente UniRC e ricercatore di idronomia, dell’Ing. Fabio Scionti, consigliere metropolitano con delega al demanio oltre che ingegnere idraulico, del Dott. Salvatore Procopio fisico del dipartimento provinciale ArpaCal di Catanzaro e seguirà la testimonianza di Padre Ampelio, missionario Comboniano in Africa. La conclusione ai nostri artisti Manuela Cricelli e Peppe Platani.

Arturo Rocca

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Reggio. Nota stampa di CulturaIdentità sul convegno: "Borghi come presepi. Un viaggio nella copia originale dell'Italia per riscoprire valori, identità e cultura"

  • Published in Eventi

"Il presepe è un simbolo importante di aggregazione: ci sono ancora oggi, in Calabria, dei borghi che possiamo considerare dei veri e propri presepi viventi, in grado di raccontare una realtà che è quasi dimenticata. Basti pensare  a tutti i mestieri degli artigiani che hanno lasciato una significativa, nonché carica di contenuti, impronta di tradizione e di cultura in questo territorio. Quindi, considerando il periodo, abbiamo pensato di dare un indirizzo specifico all'evento di confronto organizzato in città, nel quale abbiamo incluso, proprio alla luce della tematica trattata, anche una visita nell'incantevole Gallicianò, dove, sulla scia delle radici greche ancora vive in Calabria, abbiamo partecipato ad una funzione religiosa alla chiesa ortodossa, condividendo con la comunità locale le tradizioni del luogo". 

Con queste parole Edoardo Sylos Labini, presidente nazionale di CulturaIdentità ha sintetizzato l'iniziativa ospitata dalla Città Metropolitana e dalla Confapi al Palazzo della Cultura "Pasquino Crupi". 

"Borghi come presepi. Un viaggio nella copia originale dell'Italia per riscoprire valori, identità e cultura": questa la traccia su cui si è sviluppato il dialogo intrecciato da Nino Spirlì, responsabile CulturaIdentità per la Calabria, da Daniele Castrizio, docente dell'Università di Messina, dal sindaco di Bova Santo Casile,  da Antonio Taccone, del dipartimento PAU e da Giuseppe Bombino, responsabile per il comprensorio reggino della rete nazionale di operatori culturali uniti (sotto la dicitura CulturaIdentità appunto) nella promozione di un settore che, da solo, dovrebbe rappresentare il reale traino per la crescita del nostro paese, detentore di un patrimonio immenso e prezioso spesso non adeguatamente valorizzato. 

"Abbiamo voluto interrogarci insieme ai relatori ed alla vice responsabile regionale di CulturaIdentità Tilde Minasi, intorno ad un argomento che reputiamo fortemente identitario, ovvero quello dei nostri borghi - ha sottolineato Bombino - cioè i luoghi che rappresentano la copia originale dell'Italia, un'Italia che unisce differenze, diversità di paesaggi, di cultura, di ambienti, storie, tradizioni, idiomi, folklore. Tutto questo è rintracciabile all'interno dei borghi, cioè quello spazio abitato in cui questi valori si sono maggiormente conservati, dove vi è un sentimento di permanenza. Lo spunto di riflessione ci riporta, inoltre, ad un'altra dimensione che è quella del presepe e quindi, ancora una volta, di un restauro di significati, di simboli, di icone irrinunciabili". "Il presepe - ha concluso - come emblema della famiglia, come esempio di quei valori che vogliono permanere e che vogliono continuare a parlare una lingua autentica, l'unica capace di consentire a questa Italia di andare avanti".

A fare da cornice all'evento le opere realizzate dal reggino Ninì Sapone, uno dei maestri italiani dell'arte presepiale alla cui promozione ha dedicato gran parte della propria esistenza.

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La Calabria … e quei conti che non tornano

Ogni anno 10.000 persone vanno via dalla Calabria. In prevalenza sono giovani, e appartengono all’Umanità; alla stessa Umanità africana e mediterranea che vorremmo accogliere.

E in questa strampalata geografia del Sud che è stata disegnata, le operazioni aritmetiche hanno sempre il segno meno: sono di più, tra i “nostri”, quelli che sono dovuti scappare; sono di meno, tra chi arriva, quelli cui promettiamo il posto di chi è dovuto andar via.

Qualcuno ha profetizzato che i nostri Borghi possono essere abitati dagli Artisti e dai Poeti. Noi li aspettiamo! A patto che non vi traggano solo l’ispirazione per le loro astratte opere; ché mentre dipingono i quadri e scrivono versi, intanto, le pietre cadono, le montagne scivolano e i campi non danno frutto.

Qualcun altro ha detto che i nostri piccoli paesi possono essere popolati dai migranti. Sono i benvenuti! Purché anche chi ci è nato possa scegliere di rimanere.

Si vuol coprire con un mantello di “Umanità” quella stessa Sostanza Umana che è stata lacerata e separata. Ma la migrazione dei nostri giovani non è meno drammatica. Non capite che il cuscino su cui poggia la testa un “nero” è ancora bagnato delle lacrime di un “bianco” che è appena andato via.

Ditemi, ora, di quale accoglienza parlate!?! Che stravagante storia è questa!?!

Noi vogliamo attenzioni e carezze per chi arriva; ma pretendiamo più coraggio e lealtà per chi, dei nostri, vuol rimanere. E non ci fate un’altra predica, ora, ché il vostro Vangelo al rovescio ha capovolto il senso della Solidarietà e diviso in due anche l’Umanità, aprendo gli occhi da una parte, voltando le spalle dall’altra.

Contatela questa Carne Umana …! Ma, se lo fate, scrivete i numeri nella stessa colonna. Allora, contiamo: dal mare ne arriveranno 10, dalla terra se ne vanno 100; risultato – 90, che vuol dire 10 giovani “neri” lontani dalle loro Madri e 90 Mamme “bianche” lontane dai loro figli.

Ecco come si svuota la Calabria: umiliando chi ha studiato, che scappa; deridendo chi ha il talento, che parte; mortificando chi coltiva la terra, che emigra. Ma proprio voi che avete spento il Sud dell’Italia ora pretendente di illuminare un altro Sud che è mille volte più grande e affollato. Dovreste capire che con la vostra ipocrisia state soltanto obbligando i Popoli a vagare sul mappamondo; di Stato in Stato, di Continente in Continente, aggiungendo un dolore laddove c’è già un’afflizione, progettando conflitti e ostilità per la prossima epoca.

Scappa chi non ha possibilità di scegliere, chi non può continuare e prova vergogna, chi non vuole consegnarsi e si allontana.

P.S.

In questo scritto, i pronomi possessivi “nostro” e “loro”, non sono utilizzati quale segno di separazione, bensì per evidenziare la responsabilità di chi, non comprendendo la vera portata dei fenomeni della storia, trasferisce i problemi verso il corpo più debole della società, precostituendo le condizioni per “dividere”, “frammentare” e “allontanare” i Popoli. Chi mi conosce, sa bene che credo nell’Umanità Unica e Indivisibile e nell’Universalità dell’Uomo.

giuseppe bombino

Responsabile Territoriale di “Cultura e Identità”

per la Città di Reggio Calabria e Provincia

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