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Reggio. Martedì 10 Dicembre alle ore 11:00, presso la sede di Palazzo Alvaro sala 'Francesco Perri', si terrà la presentazione del programma Premi Rhegium Julii 2019

E’ il grande scrittore magrebino Tahar Ben Jelloun il vincitore del premio internazionale "Città dello Stretto" della 51ma edizione dei Premi Rhegium Julii.

Con lui i vincitori della cinquantunesima edizione del Premio Rhegium Julii:

Stefania Auci premio Corrado Alvaro per la narrativa, Ginevra Bompiani premio Leonida Repaci per la saggistica, Franco Arminio premio Lorenzo Calogero per la poesia, Antonella Orefice premio Gaetano Cingariper gli studi meridionalistici.

Un’edizione importante nel corso della quale sono stati assegnati anche due Premi speciali a due personalità di notevole valore: Gianfranco Bertone premio per la saggistica scientifica intitolato a Mario Lacava e Renè Corona premio per la poesia intitolato ad Alba Florio.

Sono queste le conclusioni a cui è pervenuta la giuria presieduta da Corrado Calabrò e composta da Giuseppe Caridi, Gioacchino Criaco, Luca Desiato, Mimmo Gangemi, Dante Maffia, Anna Mallamo, Domenico Nunnari, Giuseppe Rando, dopo un lungo ed estenuante lavoro di selezione.

Nel contesto delle manifestazioni del Rhegium, nella cornice di Palazzo San Giorgio – Sala dei Lampadari, in una sobria cerimonia programmata in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Reggio Calabria, lunedì 16 dicembre, alle 10.30, a palazzo San Giorgio, sarà conferita la cittadinanza onoraria al poeta Dante Maffia, noto componente della Giuria dei Premi Rhegium Julii ed autore di un libro dedicato alla città dello Stretto dal titolo “Ritorno a Reggio” (Città del sole edizioni)

I premi saranno consegnati il 15 dicembre prossimo, alle ore 21.00, al Teatro comunale "Francesco Cilea" in una serata molto speciale condotta dalla giornalista Ilda Tripodi.

L’edizione 2019 viene considerata un momento eccezionale perchè il Circolo apre una nuova pagina della sua storia cinquantennale rinnovando il patto di rilancio del Mezzogiorno con le Istituzioni, con il mondo della cultura e con la propria comunità.

Tante pagine di storia scritte con molti sacrifici hanno avuto oggi un prestigioso riconoscimento dall’Amministrazione comunale e metropolitana: la simbolica attribuzione del San Giorgio 2019 ed un atto deliberativo di grande responsabilità politica e morale che consacra e storicizza l’immenso sforzo compiuto dal Rhegium Julii in questi anni a favore dei giovani e contro ogni forma di banalizzazione della vita.

La storia del Rhegium Julii non ha mai avuto connotazioni consumistiche ed effimere, ma si è distinta per qualcosa di più: quasi una nuvola aperta sul cielo della vita con le idee, la passione civile, la spinta all'edificazione culturale e civile che si è alimentata ogni giorno di più con i contributi d'anima e di pensiero dei fondatori e l'entusiasmo delle risorse dei nuovi talenti.

Il Rhegium Julii in 51 anni di vita, grazie alla spinta ed alla generosità di Giuseppe Casile prima, di Mafalda Pollidori e da alcuni anni di Pino Bova, ha saputo coinvolgere personalità straordinarie come Gilda Trisolini, Emilio Argiroffi, Enzo Misefari, Pasquino Crupi, Francesco Fiumara, Ernesto Puzzanghera, Rodolfo Chirico, Nino Freno, Antonietta Maria Corsaro, Lina Gangemi, Elio Stellitano, Rosita Borruto, con le importanti apparizioni di Saverio Strati, Mario La Cava, Mario Labate, Antonio Piromalli e tanti altri amici, giovani e meno giovani, che hanno trascinato  tutti con la forza di un fiume in piena .

Ed è da quelle occasioni, dal desiderio di accrescere ulteriormente il confronto oltre ogni barriera culturale, ideologica e di pensiero, che nacquero i Premi nazionali Rhegium Julii che hanno registrato la presenza delle più grandi personalità culturali del Paese e del mondo.

Chi non ricorda i premi nobel Josif Brodskij, Derek Walcott, Toni Morrison, Seamus Heaney, Rita Levi Montalcini e personalità quali: Mario Luzi, Alda Merini, Yves Bonnefoy, Maria Luisa Spaziani Ildefonso Falcones, Ghiannis Ritsos, Adonis e gli incoraggiamenti di Sandro Pertini, Oscar Luigi Scalfaro, Francesco Cossiga, Giorgio Napolitano, le serate dei Caffè letterari, gl'incontri con l'autore, i Viaggi nell'anima, i cenacoli, il programma Per amare il libro.

Oggi l'Associazione sembra non fermarsi in più ed ha ripreso la sua corsa con grande slancio. E' sempre forte la fede nella cultura, nella creatività, nell'antico sogno che ha fatto nascere la Polis prima, un Paese democratico poi. 

C'è la coscienza di un servizio non ancora concluso, di una missione da compiere. Sotto i nostri occhi il mondo è sofferente per le insopportabili violenze, diseguaglianze, disumanità ed è essenziale lottare con convinzione per la salvaguardia della bellezza, del pensiero, dell’educazione al dubbio, che restano principi fondamentali per la qualità della nostra vita. Siamo consapevoli che il Rhegium Julii è solo uno strumento ma, come sempre, continuerà a rispondere all'appello. Il Rhegium Julii ci sarà.

STEFANIA AUCI

Premio Corrado Alvaro per la narrativa con "I leoni di Sicilia", editore Nord.

Stefania Auci è di origine trapanese e palermitana di adozione. Dopo la laurea ha stabilito un rapporto un rapporto importante con il mondo della letteratura. Ha scritto Florence pubblicato con la casa editrice Baldini & Castoldi. Due anni dopo si è cimentata con un saggio scritto a quattro mani con Francesco Maccani sulla cattiva scuola.

Infine il suo capolavoro del momento “I leoni di Sicilia” un libro diventato subito un best seller ed è in corso di traduzione in 18 paesi esteri tra cui gli Stati Uniti,  Germania, In Francia, in Spagna ed in Olanda e pronto per diventare una fiction televisiva.

GINEVRA BOMPIANI

Premio Leonida Repaci per la saggistica per il volume L’altra metà di Dio editore Feltrinelli. Figlia di Valentino Bompiani, per la cui casa editrice ideò la collana di letteratura fantastica "Pesanervi". Ha trascorso diversi anni a Parigi e a Londra per poi trasferirsi a Roma e nei dintorni di Siena, anche per insegnare per una ventina d'anni letteratura inglese all'Università di Siena. Tra i suoi libri: Le specie del sonno (1975), Spazio narrante (1978), Mondanità (1980), L'incantato (1987, Premio selezione Rapallo-Carige), L'attesa (1988). E, per ragazzi, le fiabe Via terra (1998) e L'amorosa avventura di una pelliccia e di un'armatura (2000), La stazione termale (2012). Come traduttrice ha lavorato su opere di Antonin Artaud, Louis-Ferdinand Céline, Gilles Deleuze, Leonora Carrington, Marguerite Yourcenar, ecc. Ha fondato nel 2002 con Roberta Einaudi (nipote di Giulio Einaudi), la casa editrice nottetempo, con sede a Roma.[1]

FRANCO ARMINIO

Premio Lorenzo Calogero per la poesia con il volume L’infinito senza farci caso -  editore Bompiani. Nato a Bisaccia (AV) nel 1960, è poeta, scrittore, regista, “paesologo”. Collabora con il Corriere della Sera, Il Manifesto, Il Fatto Quotidiano ed è animatore del Blog “Comunità provvisorie”. E’ promotore di numerose battaglie civili. Roberto Saviano ha definito Arminio uno dei poeti più importanti del nostro Paese.

Con Cartoline dai morti ha vinto il premio Stephen Dedalus; con Terracarne ha vinto il Premio Carlo Levi e il premio Volponi. Ha al suo attivo oltre 25 pubblicazioni tra cui il libro per il quale è premiato questa sera L’infinito senza farci caso. Ha fatto importanti esperienze di regista con Un giorno in edicola (2009), Di mestiere faccio il paesologo (2010), Giobbe e Teora (2010) Terramossa (2012)

ANTONELLA OREFICE

Premio Gaetano Cingari per gli studi meridionalistici con il volume Eleonora Pimentel Fonseca. L’eroina della Repubblica napoletana del 1799 – editore Salerno. E’ nata a Napoli nel 1967. Laureata in Filosofi all’Università Federico II di Napoli, si occupa da subito di ricerca storica con approfondimenti sulla Repubblica napoletana del 1799 pubblicando diverse monografie su fatti e protagonisti dell’epoca. Per il notevole contributo reso alla ricerca storica con le opere “La penna e la spada” e “Il pantheon dei martiri del 1799” ha ricevuto il Premio per la ricerca storica e la pubblicazione delle opere dall’Istituto per gli studi filosofici. Altri suoi lavori sono presenti nell’Archivio storico per le Province napoletane, presso l’Archivio per la storia delle donne. Nel 2011, grazie alla Società Napoletana di Storia Patria ha rifondato “Il Nuovo Monitore Napoletano”. Il Sindaco della Città di Napoli le ha conferito recentemente un attesto di benemerenza ed una medaglia riconoscendo il valore del suo impegno culturale. 

GIANFRANCO BERTONE

Premio speciale Mario Lacava per la saggistica scientifica con il volume Sospesi tra due infiniti – editore Longanesi. E' professore ordinario di Fisica Teorica Astroparticellare all'Università di Amsterdam. Dopo una laurea in Fisica Teorica all'Università "La Sapienza" di Roma, e un dottorato presso l'Università di Oxford e l'Istituto di Astrofisica di Parigi, ha svolto attività di ricerca ed insegnamento al Fermi National Accelerator Laboratory di Chicago, all'Università di Zurigo e all'Istituto di Astrofisica di Parigi. Ha contribuito a fondare e coordinato il centro di eccellenza in Fisica della Gravità e delle Astroparticelle dell'università di Amsterdam, ed è oggi direttore del Consorzio Europeo di Fisica Teorica Astroparticellare. Affianca alla ricerca e all'insegnamento un'intensa attività di divulgazione, ed è fondatore e presidente del Premio Cosmos. Ha pubblicato Dietro le Quinte dell'Universo (Carocci - 2018) e Sospesi tra due infiniti (Longanesi - 2019). 

RENÉ CORONA

Premio speciale Alba Florio per la poesia con il volume La conta imprecisa – editore Puntoacapo. E’ docente di Lingua e traduzione Francese all’Università di Messina. Ha tradotto diversi poeti italiani e stranieri per la rivista Europe ed ha pubblicato presso l’Amourier la prima traduzione francese delle poesie di Gesualdo Bufalino Le miel amer ed ha curato la prima traduzione del romanzo di Henri Calet L’Italia alla pigra.

E’ autore di due romanzi tra cui l’hèbètude des tendres (Finitude,2012), Sono seguiti la monografia Le singulier pluriel ou “Icare et les èlegiaques” (Paris, Hermann,2016) e le raccolte poetiche MessinElègie (Triages, Tarabuste, 2015), L’èchancrure du quotidien (L’Harmattan, 2017), Compitare nei cortili (puntoacapo, 2019).Ha tradotto dal francese l’opera Francois d’Assise tratta dal romanzo di Joseph Delteil.

TAHAR BEN JELLOUN

Premio internazionale “Città dello Stretto” per l’opera omnia. Tahar Ben Jelloun, poeta, romanziere, giornalista, nato a Fès, in Marocco, nel 1944, vive a Parigi. Autore, finora, di quasi 80 opere, è il romanziere di lingua francese più tradotto al mondo. Negli anni della sua formazione culturale - avvenuta nel paese d’origine - ha frequentato il liceo francese di Tangeri e l'università "Mohammed V" di Rabat, conseguendo la laurea in filosofia, prima della definitiva partenza per la Francia. Anche la carriera di scrittore di Tahar Ben Jelloun inizia nel Marocco, con le collaborazioni a “Souffles”, rivista di letteratura che ha ispirato uno dei movimenti culturali più importanti del Nord-Africa. La sua prima raccolta di testi poetici -  intitolata "Hommes sous linceul de silence" -  è stata pubblicata nel 1971. Con l’arrivo a Parigi, seguiranno poi due fondamentali opere -  "La Plus haute des solitudes" e "La Reclusion solitaire" - con le quali l’autore spiega la condizione degli emigrati magrebini in Francia, affrontando, per la prima volta, il tema fondamentale della sua mediterraneità: la “partenza”, tema che poi ispirerà quasi tutta la sua opera letteraria, a testimonianza del legame inscindibile con la sua profonda radice mediterranea.In Francia Ben Jelloun diventa il romanziere e saggista straniero francofono più conosciuto e di successo, distinguendosi, anche, per l’impegno politico, sociale, e le battaglie contro il razzismo. Suoi temi privilegiati sono -  oltre l'allontanamento dalle origini e la frattura dolorosa che ne deriva - la vita sociale nei paesi arabi, tra sottosviluppo economico, condizione femminile e assenza di diritti e libertà. Esemplari, in tal senso, sono i romanzi L'enfant de sable e La nuit sacrée. Tra le opere - romanzi e saggi -  tradotte in Italia, vanno ricordate - ne citiamo solo alcune -  Creatura di sabbia, L’amicizia, L’ultimo amore è sempre il primo? Il razzismo spiegato a mia figlia. L’estrema solitudine, Il libro del buio, L'hamman, L'amicizia e l'ombra del tradimento, Non capisco il mondo arabo, Partire, La rivoluzione dei gelsomini, Fuoco. Per il profondo messaggio contenuto nel volume Il razzismo spiegato a mia figlia gli è stato conferito dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, il “Global Tolerance Award”. Ben Jelloun ama e conosce l’Italia, in particolare il Sud, a cui ha dedicato il romanzo L’Albergo dei poveri, ambientato a Napoli e il saggio Dove lo Stato -  scritto nel 1991 ma drammaticamente attuale - resoconto di un viaggio nel Sud la cui solitudine evoca l'assenza di uno Stato che con la sua lontananza infligge la pena maggiore ai territori che dimentica, destinandoli ad un eterno oblio che rende queste terre straniere. Potremmo benissimo dire, se lui è d’accordo, che Tahar Ben Jelloun è uno di noi.

IL PROGRAMMA

Sabato 14 dicembre - ore 10.30.

I vincitori ed i componenti della Giuria dei Premi Rhegium Julii incontrano gli studenti degli Istituti scolastici superiori e dei Licei

(coinvolti Convitto Campanella, Istituto superiore economico Raffaele Piria, Istituto Superiore Nostro-Repaci di Villa San Giovanni, Istituto d’istruzione superiore Nicola Pizi di Palmi,  Istituto IPSIA di Siderno Liceo Statale Tommaso Gullì, Liceo Classico Campanella, Liceo Scientifico Alessandro Volta, Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, Liceo Fermi di Sant’Eufemia d’Aspromonte e ben 2000 studenti).

Sabato 14 dicembre - ore 18.30 – Palazzo Alvaro Sala Boccioni

DIETRO LE QUINTE – Conversazioni ed interviste con i vincitori e i componenti della giuria dei Premi Rhegium Julii condotte dalla giornalista Anna Foti;

Domenica 15 dicembre - ore 12.00  - Sala di rappresentanza Palazzo Alvaro

Incontro istituzionale dei vincitori dei Premi Rhegium Julii con il Sindaco del Comune e della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Domenica 15 dicembre – ore 21.00 - Teatro comunale “Francesco Cilea”

Cerimonia di consegna dei Premi Rhegium Julii 2018 e del Premio internazionale Città dello Stretto”

Conduce la giornalista Ilda Tripodi .

I saluti saranno portati dal Presidente del Circolo culturale Rhegium Julii, dal Sindaco della Città metropolitana e dal Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, dal Presidente della Giuria Corrado Calabrò.

Le conclusioni della serata sono affidate all’Orchestra del teatro “Francesco Cilea” condotta da Alessandro Tirotta.

Lunedi 16 dicembre – Campo Calabro – ore 09.30

Omaggio a Gaetano Cingari:

Conversazione di Antonella Orefice vincitrice del premio RJ per gli studi meridionalistici

Conduce lo storico Giuseppe Caridi

I saluti saranno portati dal primo cittadino di campo Calabro Sandro Repaci

Lunedi 16 dicembre – ore 10.30 – Palazzo San Giorgio Sala dei Lampadari

Cerimonia di consegna della cittadinanza onoraria al poeta Dante Maffia

Saluti del Sindaco di Reggio Calabria Avv. Giuseppe Falcomatà e del Presidente del Rhegium Julii Dott. Giuseppe Bova

Prolusione del poeta Marco Onofrio (finalista del premio Rhegium Julii per la poesia)

SOSTENITORI DEL PROGETTO

Regione Calabria

Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria

Città metropolitana di Reggio Calabria

Comune di Reggio Calabria

Comune di Campo Calabro

ANMIG Reggio Calabria

Fondazione Mediterranea

Lions Club Host

Lions Club Magna Grecia

Rotary Club Reggio Calabria

Università Mediterranea

PATROCINIO

Accademia del tempo libero

Associazione Febea

Cis Calabria

Circolo del Tennis “Rocco Polimeni”

Deputazione di Storia Patria per la Calabria

Fondazione “Italo Falcomatà”

Panathlon Reggio Calabria

Planetario Pytagoras

Università della terza età

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Poste Italiane: a Reggio Calabria un’azienda a misura di bambino

Reggio Calabria, 6 dicembre 2019 – Parte nella sede di Reggio Calabria Posteaperte 2019, l’iniziativa di Poste Italiane pensata per far conoscere ai figli dei dipendenti il luogo di lavoro dei genitori, favorendo un momento di incontro tra famiglia e azienda. Quella di via Miraglia è stata una delle 13 sedi prescelte su tutto il territorio nazionale che oggi ha ospitato lo storico appuntamento che ormai da più di 10 anni coinvolge un numero sempre maggiore di bambini e famiglie.

Per i 12 bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni sono stati previsti momenti di gioco e intrattenimento con l’obiettivo di avvicinare e sensibilizzare i più piccoli a temi di particolare rilevanza sociale. Quest’anno l’Azienda ha deciso di parlare di sostenibilità ambientale, attraverso l’allestimento di un piccolo laboratorio dell’ortolano per avvicinare i bambini al mondo della natura, permettendo loro di “sporcarsi le mani” e familiarizzare con gli strumenti dell’orto. Sono stati anche realizzati degli angoli di lavoro per il riciclo creativo in cui verrà spiegato come diminuire gli sprechi, valorizzando le risorse che la natura ci offre.

Durante la giornata ai piccoli ospiti è stata offerta una gustosa merenda, mentre i più grandi sono stati coinvolti in una visita guidata di alcune strutture aziendali. Alla fine dei lavori tutti hanno ricevuto in dono un gadget tematico, una matita piantabile, realizzata in legno di betulla, contenente sull’estremità dei semi non OGM, quando diventa troppo piccola per essere utilizzata si pianta e con le giuste cure arriveranno i primi germogli.

L'iniziativa ha coinvolto circa 1500 bambini su tutto il territorio ed è coerente con i principi ESG sull'ambiente, il sociale e il governo di impresa, rispettati dalle aziende socialmente responsabili, che contribuiscono allo sviluppo sostenibile del Paese.

Poste Italiane- Media Relations

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Reggio: «Comitati “politici” per risolvere i problemi dei cittadini?»

«Non abbiamo la presunzione di pensare che il nostro agire sia infallibile o il migliore in assoluto ma, certamente l’impegno profuso anche in termini di proposta e di idee rappresentano, già di per sé, un modello diametralmente opposto a quello messo in campo dal sindaco Falcomatà che, a mandato scaduto e dopo cinque anni di trasfigurazione della realtà, dà notizia di non bene definiti “comitati civici di quartiere”.

Invenzione questa, scopiazzata dallo Statuto comunale ed adattata a fini puramente elettorali, che probabilmente vorrebbe ingenerare nel cittadino reggino la equivoca e millantata idea che vi siano dei referenti sul territorio investiti di una non ben definita autorevolezza che assumono l’onere di mediare le problematiche dei territori con l’Amministrazione centrale.

Non sfugge ai più come tale idea, forse spiegata male o forse volutamente pensata, rischi di ingenerare in tanti reggini una suggestione secondo cui al posto delle famose circoscrizioni adesso ci si possa rivolgere a nuovi uffici.

Và spiegato come il lavoro fatto dalle commissioni comunali e che nel 2009 portò il consiglio all’approvazione del nuovo disegno in sei macroaree che avrebbero dovuto dare il via al progetto sui Municipi, andava ripreso dotando le zone, soprattutto periferiche, di un apparato amministrativo che, pur in assenza di organo politico circoscrizionale, fosse nelle condizioni di fornire servizi reali e necessari. Tutto questo è stato disatteso, abbandonato nei cassetti polverosi di un palazzo San Giorgio sempre più distante dai bisogni collettivi e costantemente impegnato nella pantomima di una inesistente azione politica per la nostra Reggio.

Proprio nella scorsa settimana #AmaReggio ha voluto incontrare decine di ex consiglieri di circoscrizione per ritrovare e rimarcare il valore di quella esperienza che nel passato aveva accompagnato la politica verso i cittadini; si è discusso mossi non dalla nostalgia dei tempi passati, bensì per cercare una elaborazione di proposta da affidare al prossimo consiglio comunale ed al nuovo Sindaco.

Senza bandiere di partito e vocazioni prettamente elettorale, abbiamo dunque aperto un momento di elaborazione politica ed amministrativa, finalizzata ad offrire spunti utili per la configurazione di nuove strutture, pensate come piccoli Municipi, secondo una moderna visione di decentramento, con uffici e funzioni operative e delocalizzate a servizio soprattutto delle periferie urbane.

Prendiamo atto di come, quasi in parallelo, il sindaco attuale, pur avendo il compito ed il potere per fare alcune cose (che già avrebbe dovuto fare in cinque anni a Palazzo San Giorgio), si sia invece preoccupato ed impegnato nell’organizzare comitati funzionali  elettoralmente, ingenerando nell'immaginario collettivo confusione ed equivocità con attività pro domo sua, incapace di azioni concrete ed idonee per affrontare la grave situazione di degrado sociale, economico e territoriale che da anni ha messo in ginocchio la nostra bella e amata Reggio».

STANZA101#AmaReggio

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