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Cos’è In Aspromonte

Per millenni ha sbarrato il passo al nemico. Ha alzato vette e dirupi, nascosto le vie. Ha cinto dentro una fortezza inespugnabile la sua gente. Ha conservato i suoi e se stesso. Oggi ai pochi che sono rimasti e a quelli che ritornano, mostra una nuova via. L’Aspromonte da aspro che era diventato torna a essere il monte lucente dell’origine. Ridà bellezza e opportunità a chi le voglia e le sappia cogliere. Sfronda i roveti dai suoi sentieri intricati e apre le sue porte agli amici. E da qualunque parte ci si arrivi, dallo Jonio o dal Tirreno, da Reggio o da Serra San Bruno, quello che si scopre è un tesoro di bellezza e di risorse, entrambe pressoché inesplorate. La gioia di paesaggi fiabeschi e l’opportunità di risorse intonse. Tutto da cogliere con cautela, usando il rispetto che il gigante merita e pretende. Vette, boschi, torrenti e falesie che girano intorno a Montalto. Borghi abbandonati da far rivivere, terra rossa grassa da ingravidare, mestieri e selciati da rispolverare.

L’Aspromonte è un paradiso in sembianze d’inferno, un fico d’india da sbucciare. Un polmone verde, un posto mistico e misterioso che porta l’esotismo nel cuore del continente europeo. Un Signore che ha attraversato i millenni e ci può aiutare ad affrontare il tempo a venire e da difensore si dona per attaccare i tempi nuovi che si presentano duri. Un’occasione da cogliere, una delle poche che hanno i calabresi, che possono diventare comunità intorno alla loro montagna smettendo di essere reggini, locridei o della piana. L’Aspromonte è un patrimonio comune sul quale ragionare insieme. Oltre a godere delle sue bellezze ci si deve dedicare a un suo utilizzo in chiave economica, per un programma che lo mantenga integro ma dia ai calabresi le risorse necessarie a restarci in Calabria. Dal turismo, all’agricoltura biologica, allo sviluppo energetico. Dall’uso del legno a quello dell’acqua. Dall’allevamento compatibile a un suo ripopolamento umano razionale. Migliaia di chilometri quadrati di montagna completamente abbandonati che possono e devono essere recuperati a una funzione sociale. Un progetto da ideare e attuare insieme a chi ci stia.

Di slogan ne ho detti tanti e molti altri se ne potrebbero fare. Di idee ce ne sono e altre ne arriveranno. Ed eccolo il senso di una testata giornalistica che nasce per proporre e raccogliere idee sull’Aspromonte. Che vuole riannodare i fili della storia comune e spezzare le trame della cronaca nera. Che si fa ricettacolo di testimonianze, notizie, documenti. Che vorrebbe riunire quanti più amici possibile per costruire il futuro e ricostruire il passato in funzione dell’andare avanti e non del tornare indietro. Un punto di riferimento che sarà in rete e cartaceo, per quanti vogliono avvicinarsi all’Aspromonte, solo per visitarlo o, meglio ancora, per viverlo. Un giornale che sarà una piazza virtuale, che cercherà di collegarsi con le esperienze simili di altri posti. Che vi racconterà pregi e problemi della montagna e accoglierà progetti, critiche e ogni tipo di contributo da chi vorrà darli.

L’Aspromonte è un mondo che si apre, e InAspromonte si propone di esserne guida, per voi e insieme a voi. Vi porterà, partendo dai quattro punti cardinali, fino alla torre che lo divide in due. E pazienza se il viaggio sarà faticoso, se le spine vi segneranno il corpo. Alla fine, da Montalto, lo assaggerete il miele che sta fra i due mari.

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