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In Aspromonte
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Bruxelles, presentato il progetto di reintroduzione del Nibbio reale in Aspromonte

Il Parco dell’Aspromonte ha partecipato nei giorni scorsi a Bruxelles al LIFE18 Nat&Gie Welcome Meeting. L’Ente ha presentato e condiviso con i rappresentanti di EASME -Agenzia Esecutiva per le piccole e medie imprese della Commissione Europea - e gli altri beneficiari dei progetti LIFE 2018, provenienti da ogni parte d’Europa, le azioni e gli obiettivi previsti dal LIFE MILVUS che si propone di riportare il Nibbio reale nei cieli d’Aspromonte, impegnando l’Ente, in qualità di capofila per i prossimi 6 anni, con un investimento professionale e finanziario importante, che supera i 2 milioni di euro.

Giornate intense a Bruxelles, dedicate non solo alla condivisione dei progetti ma anche alla formazione per la gestione del LIFE e al networking con soggetti pubblici e privati privilegiati, nell’ottica di un costante miglioramento delle azioni di tutela e conservazione.

Particolare rilevanza nell’ambito del Life MILVUS, presentato nella capitale del Belgio da Chiara Parisi, responsabile della comunicazione del Parco, e da Antonino Siclari, responsabile della biodiversità e referente del progetto LIFE dell’Ente, assumono le azioni di comunicazione, divulgazione e disseminazione per un’azione di carattere internazionale, dalla fondamentale ricaduta in termini di protezione delle specie e tutela della biodiversità.

Il Nibbio reale, infatti, è un rapace di notevole interesse, considerata vulnerabile dal punto di vista conservazionistico per l’Europa che ospita il 95% della popolazione mondiale e che da tempo non nidifica nel nostro territorio: con il progetto di cui è capofila il Parco dell’Aspromonte si vuole creare una popolazione autosufficiente di Nibbio reale nell’Area Protetta, con una riduzione significativa dei rischi dovuti all’elettrocuzione e all’avvelenamento, nonché incrementare la sensibilizzazione del pubblico verso le tematiche di conservazione della specie e aumentare la professionalità degli ornitologi italiani nel monitoraggio e nella tutela della specie, anche grazie alla collaborazione del CEN, un’associazione che si occupa di queste tematiche in Corsica.

Un progetto non semplice, che per sei anni vedrà impegnato su più fronti uno staff di selezionati professionisti, prima con azioni di preparazione alla reintroduzione e poi con le conseguenti attività di conservazione e di monitoraggio dei risultati conseguiti.

All’interno del Parco Nazionale dell’Aspromonte verrà realizzato un centro di ambientamento per l’acclimatazione dei giovani nibbi prima del rilascio di circa 90 individui, prelevati da nidi in Basilicata seguendo tutti gli accorgimenti ed i suggerimenti specifici per non danneggiare in alcun modo le popolazioni di rapaci presenti. Verranno inoltre create 5 stazioni di alimentazione all’interno del Parco (piattaforme-mangiatoia), all’interno di aziende agricole, che stipuleranno un accordo specifico con il Parco, e saranno messi in sicurezza circa 250 supporti di linee elettriche a media tensione (15 Kv) localizzate in aree del Parco di particolare interesse per il Nibbio reale; al contempo verrà avviata l’attività di contrasto all’uso illegale di veleno, con formazione del personale di vigilanza e supporto dei Nuclei Cinofili Antiveleno del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri (CUFA). In una seconda fase, dopo la reintroduzione, si passerà al monitoraggio degli animali rilasciati in Aspromonte (GPS/GSM e videocamere in corrispondenza delle stazioni di alimentazione), ma anche alla verifica degli effetti delle attività di sensibilizzazione sulla popolazione locale. Con il Life Milvus, il Parco Nazionale dell’Aspromonte vuole, infatti, sensibilizzare le comunità locali, i turisti, gli escursionisti, il mondo scolastico coinvolgendo almeno mille studenti delle scuole primarie e secondarie ricadenti nei comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

È un progetto ambizioso, una sfida difficile, ma proprio per questo maggiormente appassionante e che richiede uno sforzo umano e professionale collettivo.

Partner pubblici e privati saranno accanto al Parco durante questo importante progetto di tutela: E-Distribuzione metterà in sicurezza le linee elettriche dell’area, il CEN (Conservatoire d’Espaces Naturel Corse) fornirà il bagaglio di conoscenze ai tecnici italiani, la Regione Calabria si occuperà delle misure di conservazione dei siti che dovranno accogliere i nibbi rilasciati, la Regione Basilicata consentirà il prelievo in natura dei giovani nibbi che saranno liberati in Aspromonte, il Comune di Roghudi ospiterà sul suo territorio la stazione di ambientamento degli animali da rilasciare e una delle stazioni di alimentazione per i rapaci, e infine l’Arma dei Carabinieri che, attraverso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, assicurerà l’azione con i suoi Nuclei cinofili antiveleno a tutela dei rapaci.

Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte

v.i.

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Al via il progetto “Life Milvus” del Parco dell’Aspromonte

Riportare nei cieli aspromontani il Nibbio reale. Con la firma della convenzione (il cosiddetto “Grant Agreement”), avvenuta nei giorni scorsi, il Parco è ufficialmente capofila, per la prima volta, di un progetto transnazionale nell’ambito dei finanziamenti LIFE Nature and Biodiversity.

Una grande soddisfazione per l’Area Protetta, ma anche un grande impegno che attende, da oggi e per i prossimi sei anni, lo staff dell’Ente Parco, con l’obiettivo di riportare nei cieli aspromontani il Nibbio reale, un uccello rapace che da tempo non nidifica più nel nostro territorio. Si tratta di una specie di notevole interesse, considerata vulnerabile dal punto di vista conservazionistico per l’Italia, ma anche per l’intera Europa, che ospita peraltro il 95% della popolazione mondiale.

“Un progetto ambizioso – conferma il direttore Sergio Tralongo – come d’altra parte tutte le azioni a finanziamento europeo, perché si occupa di una specie minacciata a livello globale, tanto che il nostro LIFE MILVUS, questo il nome dell’intervento, coinvolge partner italiani, come la Regione Calabria, che si occuperà delle misure di conservazione dei siti che dovranno accogliere i nibbi rilasciati ed E-Distribuzione, che metterà in sicurezza le linee elettriche dell’area, ma anche stranieri, in particolare il CEN (Conservatoire d’Espaces Naturel Corse), un’associazione della Corsica che fornirà il suo bagaglio di conoscenze ai tecnici italiani, oltre a intervenire per favorire la tutela della specie nell’isola. Da non trascurare il prezioso ruolo affidato alla Regione Basilicata, che consentirà, dopo le opportune verifiche, il prelievo in natura dei giovani nibbi che saranno liberati in Aspromonte, il Comune di Roghudi, che ospiterà sul suo territorio la stazione di ambientamento degli animali da rilasciare e una delle stazioni di alimentazione per i rapaci, e l’Arma dei Carabinieri che, attraverso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari, assicurerà l’azione con i suoi Nuclei cinofili antiveleno a tutela dei rapaci”.

Numerose le azioni previste dal LIFE MILVUS, come sottolinea Antonino Siclari, responsabile del progetto per l’Ente Parco: “Innanzi tutto, si interverrà per eliminare il rischio di estinzione della specie dalla Calabria, dove oggi il numero di coppie nidificanti, tutte nella parte centro-settentrionale della regione, si aggira tra 15 e 20. Verranno dunque reintrodotti individui giovani, prelevati in natura con tutte le cautele del caso, provenienti dalla Basilicata, dove la specie ha ancora una buona densità, supportando l’operazione con la creazione di alcune stazioni di alimentazione finalizzate a mantenere la fedeltà al sito da parte degli animali e favorire la nascita di un nucleo riproduttivo stabile. Contemporaneamente, si agirà contro i rischi dovuti all’elettrocuzione, ossia alla mortalità dovuta alla presenza di linee elettriche, e alla prevenzione dei fenomeni di avvelenamento, molto importanti per una specie necrofaga, che si nutre cioè principalmente di prede già morte. In Corsica, si lavorerà invece sugli habitat della specie, che, per diversi fattori, appaiono oggi a rischio”.

Di rilievo anche le azioni di comunicazione che faranno parte integrante del progetto; Chiara Parisi, che insieme a Sabrina Santagati farà parte dello staff di progetto, evidenzia l’importanza di questo aspetto: “Le azioni di disseminazione, come in tutti i progetti europei, assumono un ruolo decisivo se si vogliono davvero ottenere risultati concreti: non a caso, il LIFE MILVUS prevede molte azioni di sensibilizzazione sulla popolazione locale, con realizzazione di materiali divulgativi e didattici, incontri pubblici e convegni specifici. Una strategia che ancora una volta vede l’Aspromonte puntare al coinvolgimento di tutti gli attori del territorio, pubblici e privati, per far crescere la coscienza ambientale e contribuire all’incremento della professionalità dei giovani e degli operatori del settore”.

Secondo il vice Presidente dell’Ente Parco, Domenico Creazzo: “Il progetto, nei suoi tanti e complessi obiettivi, evidenzia anche come la presenza del Nibbio reale, che si spera ritrovi presto popolazioni vitali in Aspromonte, possa rappresentare un ulteriore richiamo turistico, a vantaggio degli operatori del territorio; l’abbiamo detto più volte: l’azione dell’Area Protetta, a stretto contatto con chi vive e lavora nel Parco, punta a incrementare sempre più il turismo sostenibile, ricchezza delle nostre zone e speranza per il futuro. L’Ente Parco ci crede, vogliamo che questa nostra visione sia sempre più condivisa”.

Un programma impegnativo per il Parco, come già detto, ma anche un percorso in cui credere, e l’Ente Parco ha previsto una prima presentazione pubblica di questo progetto, nell’ambito dei suoi “Incontri di Natura”, già nei prossimi giorni. Giovedì 7 novembre, alle 17, presso il salone delle Conferenze dell’Università Mediterranea, in via Campanella 38 a Reggio Calabria, il direttore Sergio Tralongo illustrerà i contenuti del LIFE MILVUS, nell’ambito del ciclo di conferenze organizzato insieme al Touring Club Italiano, Club di Territorio di Reggio Calabria, e al Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università Mediterranea.

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Parco Aspromonte e Rifugio Biancospino: inaugurate due nuove aree destinate ai più piccoli

Due nuove strutture destinate all’educazione ambientale, alla sensibilizzazione e alla crescita dei bambini, immerse in una splendida cornice naturale incontaminata. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte ha inaugurato il Laboratorio "dal grano al pane" e l’area faunistica realizzate in collaborazione con il Rifugio Il Biancospino di Delianuova, località Carmelia. Due nuove opportunità destinate al “turismo scolastico sostenibile” , in cui sarà possibile far maturare nei bambini, attraverso il racconto di Antonio e Teresa, quanto il loro ruolo nei confronti dell’ambiente sia attivo ed il loro contributo fondamentale. Nell’area faunistica in particolare, è ospitata Margherita, un capriolo trovato da un fruitore della montagna che erroneamente, compromettendo per sempre la vita in natura della piccola Margherita, l’ha consegnata ai Carabinieri del Reparto Parco, che l’hanno poi affidata, tramite suggerimento dell’Ente, proprio alle amorevoli cure di Antonio Barca. Il Parco per garantire una vita serena al piccolo mammifero ha finanziato l’allestimento dell’area faunistica, completa di tabellone illustrativo, in cui è raccontata la storia del ritorno del Capriolo in Aspromonte e i comportamenti da tenere in caso di ritrovamento di cuccioli di specie selvatiche. Informazioni destinate non solo ai più piccoli, ma anche agli appassionati di montagna e a tutti coloro che vivono l’Aspromonte quotidianamente.

Il laboratorio “dal grano al pane”, invece, vuole essere un punto di riferimento alla scoperta di tradizioni enogastronomiche antiche, legate ad un passato da valorizzare e da “assaporare”. Attraverso le sapienti mani ed il coinvolgimento emotivo di Teresa, i bambini potranno ammirare le fasi di preparazione e cimentarsi in “cucina” seguendo i dettami di una volta. All’inaugurazione hanno partecipato gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Delianuova, accompagnati dalla dirigente scolastica Giuseppina Rosalba e dai docenti,  il Vice Presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte, Domenico Creazzo, il Direttore Sergio Tralongo, il Responsabile Biodiversità Antonino Siclari, la Responsabile Comunicazione Chiara Parisi e la Referente Geoparco Sabrina Santagati.

“Continuiamo nel nostro percorso di apertura al mondo associazionistico e scolastico affinché emerga sempre più forte il concetto di un Parco aperto che vuole essere vissuto in maniera compatibile con la natura e con l’ambiente – ha dichiarato il Vice Presidente Domenico Creazzo-. Queste nuove strutture daranno la possibilità agli istituti scolastici di vivere momenti di educazione ambientale e di sensibilizzazione nel rispetto della biodiversità dell’Aspromonte conoscendo, comprendendo e valorizzando tutti gli elementi che compongono l’area protetta”.

Ufficio Stampa Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte

v.i.

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