Menu
In Aspromonte
Ente Parco. Il Consiglio Direttivo ha approvato il bilancio previsionale per il 2020

Ente Parco. Il Consiglio Diret…

Il Consiglio Direttivo...

Domenica a Sant’Agata “immagini d’autunno” e il cortometraggio “Tibi e Tascia”

Domenica a Sant’Agata “immagin…

Nella stessa piazzetta...

Moleti in festa per piccini e grandi

Moleti in festa per piccini e …

Si è svolta domenica 4...

Torna il “Parkbus”, dal Museo in Aspromonte con le Guide Ufficiali del Parco

Torna il “Parkbus”, dal Museo …

Anche nella stagione e...

Parco dell’Aspromonte, il 21 luglio la Giornata dell’Amicizia con escursione “speciale”

Parco dell’Aspromonte, il 21 l…

Tutti insieme in cammi...

A Sant’Eufemia d’Aspromonte celebrata la sesta edizione della Giornata della Riconoscenza

A Sant’Eufemia d’Aspromonte ce…

«L’esempio quotidiano ...

Ente Parco. Rondoni e divertimento: il 23 giugno torna il Festival in Aspromonte

Ente Parco. Rondoni e divertim…

È ormai diventata una ...

“In Cammino nel Parco”: domenica prima escursione a Zervò. Aperte le iscrizioni

“In Cammino nel Parco”: domeni…

Tra i piani di Zervò e...

Domenica 23, l’escursione di Gente in Aspromonte sulla cima dell’Aspromonte

Domenica 23, l’escursione di G…

Gente in Aspromonte in...

Estate d’Aspromonte. Ricco e sostenibile il programma del Parco, tra natura, cultura e attività ludiche

Estate d’Aspromonte. Ricco e s…

Dal Parkbus, che dal M...

Prev Next

Vibo Valentia. Festival Leggere&scrivere: «"ndrangheta addosso" è speranza»

  • Published in Eventi

La politica grosse risposte non le ha mai date e chi ha tentato di riunire gli “stati generali” della cultura si è messo in un ginepra­io; “geni sregolati” di varia natura che rivendicano primogenitu­re e reclamano riconoscimenti. Proprio come “una tigre di carta”, che non emerge perché non vale, anche se unti dal Signore. Come in tutte le guerre tra poveri, chi possiede due scarpe bucate fa lo snob con chi ne ha una sola. Discutibili operazioni “marchettifici” impediscono di concepire una strategia di penetrazione culturale che conduca a risultati durevoli. Gli attacchi e le polemiche urlate dai detrattori ideologici, professionisti dell’ “Anti”, hanno creato un effetto rimbalzo che ha dato ancor più rilevanza ad un irridu­cibile fenomeno criminale. I risultati della battaglia culturale non sono mai eclatanti, ma creano piuttosto dei punti di ri-partenza che dividono la storia in un prima e un dopo. La battaglia contro l’omertà della storia non ha certo trasformato il mondo come lo conosciamo, ma ha rotto l’argine del silenzio.

Gilberto Florianie Maria Teresa Marzano, direttori artistici, hanno condotto magistralmente l’ottava edizione del Festival Leggere&Scrivere 2019 e sapientemente ideato e organizzato una sorta di universo in cui sono stati al confronto intellettuali, scrittori, attori, registi, musicisti, per acquisire e, quindi, offrire una rigenerata esperienza formativa più ampia, meglio integrata e fortemente consapevole.

A Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia, nella Sala Berto, è stato presentato il libro ‘Ndrangheta Addosso di Cosimo Sframeli, Edito da Falzea. Ed è stata Melissa Garrì a dialogare con l’autore davanti a un pubblico interessato alle ricostruzioni storiche dei tempi bui della Calabria che, martoriata e vittima di una ‘ndrangheta spietata e quasi invincibile, anche per le inefficienze dello Stato, ha sapientemente attualizzato le rovine e le catastrofi criminali ereditate dai calabresi, ai quali non rimane che ricostruire. Con determinato coraggio e  serena conoscenza, ha parlare di ‘ndrangheta fuori le commemorazioni di rito.

L’Avvocato Melissa Garrì ha abilmente ribadito che ad animare questa terra è la grande forza di tantissima gente onesta, le donne e uomini che edificano quotidianamente ciò che il crimine organizzato puntualmente distrugge. La bellezza dei paesi, la storia e i miti della Calabria, non riescono a trattenere i giovani che fuggono per edificare altrove un futuro migliore. Eppure, c’è pure tanta gente onesta ostinata a restare per migliorare la società calabrese.

Infatti, per amare questo territorio, patria di civiltà millenarie, non è sufficiente predicare o agire bene, ma è necessario mettere in conto anche l’eventualità di perdere la vita. Con la forza dell’amore e con l’audacia del quotidiano, la gente di Calabria, in speciale modo gli aspromontani, riuscirà a curare le ferite delle ingiustizie e delle sofferenze. Nelle pagine del libro c’è tutta la Calabria che Sframeli ha vissuto e vive, come tutti gli irriducibili, in una società fragile e impaurita, sostendo che la Calabria è solo lo specchio, estremo e violento quanto si vuole ma sempre un riflesso, di problemi nazionali antichi ed evidenti che si sono aggrappati nel tempo. La perdita di competitività e la crisi di fiducia, che serpeggiano nel Paese, si sono trasformati, nella sua parte più debole, in tragedia. La speranza è nelle donne e negli uomini che ogni giorno si prodigano con fatica a costruire una società più giusta. 

Leggi tutto

Vibo Valentia. Venerdì 18 ottobre Giuseppe Gangemi presenterà il suo ultimo volume: "Stato Carnefice o uomo delinquente: la falsa scienza di Cesare Lombroso"

  • Published in Eventi

Venerdì 18 ottobre, Giuseppe Gangemi, Prof. di Scienza dell’Amministrazione (Dipartimento SPGI - Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali) all'università di Padova, presenterà al pubblico del Festival "Leggere&scrivere" di Vibo Valentia il suo ultimo volume “Stato Carnefice o uomo delinquente: la falsa scienza di Cesare Lombroso".

«É un libro straordinario: l’analisi del fenomeno lombrosiano è fatta come nessun altro mai prima, con documenti e materiali d’archivio inediti, indagini assolutamente nuove sulle fonti e un lavoro di raffronto con le correnti scientifiche di quel tempo e sino a oggi, che non ha precedenti.

Basterebbe questo a farne un’opera imperdibile, per chiunque voglia farsi un’idea seria su come sia stato possibile far passare certe idee; ma la cosa che rende il lavoro del professor Gangemi davvero notevole (non sorprendente, conoscendo da altri testi le capacità del professore), è l’ampiezza e la profondita dell’inquadramento del positivismo lombrosiano nelle circostanze storiche e nel dibattito accademico e culturale di quegli anni, in cui l’ideologia sabauda postunitaria usava a fini politici uomini e strutture della trasmissione del sapere, sino a negare una cattedra a un economista della statura di Francesco Ferrara (di destra, ma critico delle scelte politico-economiche di Cavour) o a Giuseppe Zanardelli, nonostante la facoltà politico-legale di Pavia avesse chiesto all’unanimità che le fosse assegnata, mentre se ne dava una a Padova a Giuseppe Guerzoni, che inizierà la sua docenza confessando di essere in cattedra non per meriti scientifici, ma in quanto ex garibaldino ferito a Milazzo.

E mentre quello di Torino diviene, per decisione politica, l’ateneo più importante, Lombroso vara le sue teorie (Gangemi dimostra che lo farà aggirando il metodo scientifico, ricorrendo anche a trucchi e falsi per “dimostrare” che ha ragione nel valutare l’istinto criminale degli uomini con i suoi discutibilissimi metodi), spacca il mondo accademico, chiede e ottiene la cattedra proprio a Torino, che oggi ancora lo onora riaprendo il “museo” dei suoi orrori».

Tratto da https://pinoaprile.me/stato-carnefice-o-uomo-delinquente-il-libro-mai-scritto-su-lombroso/

Leggi tutto

Nota stampa dei Sindacati sul nuovo ospedale di Vibo Valentia: «dopo vent’anni di attesa ancora tutto fermo»

La sanità in Calabria non sta vivendo una stagione straordinaria. Il territorio di Vibo Valentia, nel quadro regionale, appare essere quello maggiormente in sofferenza sia dal punto di vista delle prestazioni sanitarie offerte che da quello delle infrastrutture presenti.

Mentre il vecchio ospedale Jazzolino sembra pronto ad esalare l’ultimo respiro, a smorzare le speranze dei vibonesi vi è la questione relativa al nuovo ospedale che, per vicissitudini varie, sembra non trovare pace.

È trascorso più di un anno dalla cantierizzazione dell’area che dovrebbe ospitare la nuova struttura sanitaria e i lavori vanno decisamente a rilento.

Così come è trascorso tanto tempo dalla firma del protocollo di legalità: una firma di alto valore istituzionale apposta come garanzia per tutti i cittadini vibonesi, apposta a tutela di un diritto alla salute che per decenni è stato violato in quella che, col tempo, è diventata una struttura ospedaliera fatiscente, a danno dei bisogni dei cittadini ma anche delle professioni sanitarie in loco.

Come Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil abbiamo più volte chiesto un tavolo d incontro presso la Prefettura con la stazione appaltante e l’impresa esecutrice. Lo abbiamo fatto nella convinzione che siano le problematiche attinenti al cantiere in corso ma, soprattutto, per porre all’attenzione dell’Ufficio territoriale di governo il fatto che da diversi mesi le maestranze non percepiscono la spettante retribuzione.

I nostri appelli però sono caduti nel vuoto. Sino ad oggi non abbiamo avuto nessun riscontro alle nostre segnalazioni. Questo silenzio ci preoccupa e ci fa presagire un futuro ancora più incerto dal punto di vista strutturale e occupazionale. Per sbloccare questa situazione nei prossimi giorni daremo vita ad una serie di iniziative di mobilitazione che siano in grado di far riaccendere i riflettori dell’opinione pubblica sullo stato di salute della sanità nel vibonese.

Come Organizzazioni sindacali abbiamo l’obbligo morale e istituzionale di intervenire sul cantiere, al fine di carpirne chiaramente le problematiche in essere, di superare l'impasse e garantire così la continuità dei lavori e, soprattutto, difendere i diritti dei lavoratori.

Ci pare, infine, incomprensibile il silenzio da parte delle istituzioni regionali e locali in merito ad un’opera che riveste un’importanza strategica non solo per la città di Vibo ed il suo comprensorio, ma per tutta la regione Calabria, al fine di garantire ai cittadini calabresi i corretti Livelli essenziali di assistenza e la possibilità di curarsi vicino casa propria senza doversi sobbarcare il carico, economico e sociale, dei cosiddetti “viaggi della speranza”.

Enzo Scalese                                     Paolo Blandino                                 Maria Elena Senese

Fillea Cgil                                          Filca Cisl                                            Feneal Uil

Leggi tutto
Subscribe to this RSS feed

  • fb iconLog in with Facebook