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È colpa dello spray?

  •   Bruno Salvatore Lucisano
È colpa dello spray?

Uno strazio pensare che si possa morire a quattordici anni, in una serata di divertimento e di musica(?). Una tragedia solo immedesimarsi nella disgrazia di genitori che hanno perso dei figli adolescenti. Non credo ci possa essere dolore più grande! Ed è allora, nella disgrazia, che inizia il rimbalzo delle colpe, il gioco macabro e imbecille delle responsabilità. Locale pieno più del dovuto, mancanza di sicurezza, vie d’uscita insufficienti ecc. ecc. Non si può morire a quell’età per un gioco, non si può morire per nulla (perché il nulla c’è in quei testi e in quella musica). Quei ragazzi, condizionati dalle mode fasulle e ingannevoli, artefatte e manipolate, con la responsabilità di genitori che non sanno dire no e, non s’informano bene, sono morti per il nulla! E non si capirà mai, come nel  mondo “moderno”, si possa abusare di droga e di alcool a dodici e tredici anni. E non si comprende nemmeno, perché a quella età i ragazzi hanno i soldi per comprarsi droga e liquori. Ma soprattutto (e questo è il dramma) perché li cerchino, perché li richiedano, le droghe e i liquori.

È il prezzo del regresso (altro che progresso) dell’educazione e dei costumi.

C’è chi è cresciuto con “Le bionde trecce e gli occhi azzurri e poi…” e c’è chi è andato a morire per ascoltare “Hey, troja! Vieni in camera con la tua amica porca…”. Questo è quello che canta(?) quel giovanotto che non oso neanche nominare per non sporcare il foglio.

Forse sta proprio qui la differenza, tra: “le bionde trecce” e “l’amica troia”.

Il messaggio universale dell’amore della cantina buia, dove si “respirava piano”, e “’ste puttane da backstage sono luride”.

O forse, oggi, a dodici anni, si è già grandi o sono certi genitori che sono piccoli…piccoli. Forse, loro, dovrebbero sapere dove sono e cosa fanno i loro figli a quattordici anni, fino alle cinque del mattino.

Quindi la colpa è dei genitori? Sì, soprattutto dei genitori.

Non vi è il minimo dubbio!

 


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