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Libri. Esce la nuova opera di Celeste Bruno: "Kafila, Il Grido dei Disperati"

  •   Redazione
Libri. Esce la nuova opera di Celeste Bruno: "Kafila, Il Grido dei Disperati"

KAFILA

Il Grido dei Disperati

 Mediterraneo! 

Lo specchio di mare che divide dalla libertà, dalla speranza,

dal sogno, dal poter urlare “ io sono vivo”.

 Premessa

“….. la totalità delle intercettazioni, dei servizi di polizia giudiziaria, i complessivi indizi di prova acquisiti, faranno chiaramente emergere gli elementi costitutivi dell’associazione a delinquere sia sotto il profilo oggettivo, derivante da un accordo generale a carattere continuativo,  destinato a permanere nel tempo anche dopo la perpetrazione di ciascun delitto programmato, sia sotto il profilo soggettivo rilevata la volontà e la coscienza di associarsi avendo i vari sodali lo scopo di commettere più delitti, e cioè di partecipare e contribuire alla attuazione del programma criminale.

L’associazione in esame è caratterizzata da automatismi criminali ben sperimentati e rodati tanto da far ritenere che le attività siano risalenti nel tempo a ben prima che iniziasse l’indagine.

I personaggi coinvolti contribuiscono fattivamente al buon esito delle operazioni  ognuno con le proprie peculiarità, ed allora non deve stupire di vedere insieme, legati da un vincolo stabile e duraturo, cittadini extracomunitari regolari sul territorio in virtù della concessione di un permesso di soggiorno di carattere umanitario, dediti esclusivamente al compimento di azioni delittuose.

Il giudizio complessivo sul comportamento degli indagati deve essere, dunque, estremamente severo e ulteriormente gravato dalla considerazione che ad indurli alla commissione di reati non è solo la necessità di “sopravvivere” ma la ricerca ossessiva di denaro da richiedere ad altri sventurati che hanno la “fortuna” di sentirsi o forse apparire integrati ai loro occhi ed a quelli più esasperati dei loro congiunti sottoposti a sequestro dopo un viaggio addensato da pericoli e calamità di ogni genere.

Come in molti altri casi siamo dinanzi ad una organizzazione strutturata in forma orizzontale, dove manca quel rapporto di rigorosa gerarchia tipica di altre e ben più complesse organizzazioni presenti in Italia.“ Estratto informativa conclusiva della Squadra Mobile/Sezione Criminalità Organizzata” di Milano.

Introduzione

Mediterraneo!  Lo specchio di mare che divide dalla libertà, dalla speranza, dal sogno, dal poter urlare “ io sono vivo”. 

Dalle distese asiatiche o dai profondi sud della nera Africa, masse di fuggiaschi, uomini, donne, vecchi e bambini, si mettono in cammino con la speranza di un futuro, di un lavoro,  di una vita migliore, per sottrarsi alle guerre, alle miserie, alle angherie e alle sottomissioni.

Viaggi faticanti densi di pericoli e agguati. Le violenze e i soprusi sono all’ordine del giorno. Una marea umana in movimento, donne e uomini uccisi, abusati, picchiati, torturati. Aguzzini e trafficanti, uniti dal dio del profitto, incuranti delle necessità e delle aspettative altrui. La migrazione è come un bancomat a cielo aperto, da assaltare e svuotare. 

Nel circondario dei territori libici prospicienti le località di Sabratha e l’oasi o nelle vicinanze degli insediamenti spagnoli in terra marocchina di Melilla e Ceuta, ogni giorno, giungono frotte di migranti, tutti desiderosi di raggiungere l’Europa, la nuova Terra Promessa.

Le notizie provenienti da quei Territori parlano di presenze da esodo, migliaia e migliaia di persone,  in attesa di un imbarco o di un varco nelle maglie della frontiera. 

E quando ai migranti appare la sospirata ultima meta desertica, prima dell’ultimo approdo, eccoli ancora rintanati, rinchiusi, ammucchiati,  in fatiscenti e improbabili capannopoli, erette, si fa per dire,  con materiali di scarto o di fortuna, ove spesso, vengono ulteriormente depredati, violentati, abusati, raggirati, sequestrati.

Ma non hanno altra scelta che quella di affidarsi a loschi personaggi che gravitano tutto intorno, trafficanti ignorati o addirittura affiancati da figuri corrotti delle istituzioni locali.

Criminali che fanno affari d’oro procurando ai fuggiaschi passaggi o imbarchi su carrette del mare governate non sempre da esperti marinai. Stipate all’inverosimile, sovente sono destinati al naufragio. Il mare poi, ogni tanto, restituisce quei corpi, facendoli ritrovare sulle spiagge. 

E quando il tratto di mare è coperto e pongono piede a terra, nella sospirata Italia, eccoli nei centri di accoglienza ove ancora, specie quelli con parenti già inseriti in questo nostro Paese o in quelli europei, sono oggetto di attenzione di altre bande. Avvicinati, insidiati, turlupinati, con la minaccia che sono solo in attesa di essere rimpatriati, vengono convinti a fuggire a frotte per poi essere ancora sequestrati, in attesa che un loro congiunto, raggiunto telefonicamente,  paghi un riscatto a un loro complice.  

E quindi, quando tutto il percorso sembra finito, in molti finiscono nelle mani dell’accoglienza per scoprire che a “mangiare” sulla loro pelle, non  sono benefattori ma altri intrallazzatori e balordi in giacca e cravatta, in odore di mafia e politica. Un altro modo di fare bancomat. Ma pur sempre criminale.

L’ Operazione Kafila, è stata una articolata indagine finalizzata a contrastare i traffici di esseri umani con smantellamento dell’intera rete di trafficanti in Italia, composta, in questo caso, in gran parte da cittadini sudanesi, in possesso del titolo di soggiorno rilasciato per motivi umanitari, affiancati da altri stranieri con terminale, una efficiente stamperia clandestina allestita a Milano da cittadini maghrebini che procuravano ogni tipo di documento, italiano o estero. (Al Matbaà).

L'indagine, una delle ultime diretta da Luigi De Magistris della DDA di Catanzaro, - oggi Sindaco di Napoli -   ha rappresentato una sorta di vademecum per le ulteriori investigazioni coordinate dallo SCO (Servizio Centrale Operativo) avendo delineato, in maniera chiara ed efficace, le metodologie criminali dei trafficanti e le rotte utilizzate.

Autore

 

Celeste Bruno è barese di nascita, ma oramai milanese d’adozione. È stato in Polizia a Milano dal 1977 al 2011 lasciando da Commissario e ora si dedica alla sua attività di  scrittore.

 

Dopo alcuni anni di formazione, per oltre 21 anni è stato alla Squadra Mobile, investigando su omicidi, sequestri di persona, prostituzione, tratta di esseri umani e crimine organizzato.

Tra i casi che ha seguito personalmente si ricordano soprattutto i delitti di Marina Scrigna, Bob Caselli, Graziella Girgenti e il triplice omicidio compiuto dal primo serial killer certificato in Italia. Ma soprattutto tante sono le donne che ha liberato dai loro aguzzini: le operazioni "Meeting Stop", "Silva", "Ponte Lambro", "Faenza Commandos" e quelle condotte tra Libia, Crotone e Milano denominate "Kafila" e"Al Matbaa”, l’arresto di un bancarottiere israeliano (Game Over) e la disarticolazione di clan criminali, sono tra le sue più note indagini.

Nel 2004 ha pubblicato con Michele Focarete, cronista del Corriere della Sera, "Milano ad ogni ora" (Biblioteca dell’Immagine), nel 2009 con il giornalista e scrittore Paolo Brera "La Mobile" (Mursia), nel 2010 "L’artificiere" (Altravista), nel 2013 "Ti Sparo" (Cicorivolta) nel 2014 "La Torre Saracena" (ABEditore), nel 2015 "Via Schievano…Per non dimenticare” (videoclip PVS) e nel 2016 "Oscuri Riflessi" (ABEditore).

 

E' opinionista per Nanopress.it.

 


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