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In Aspromonte
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Beppe Grillo e gli ultrasessantenni

L’infelice uscita di  Beppe Grillo che propone di togliere il voto agli ultrasessantenni mi ha richiamato alla memoria l’impietosa asserzione con cui, in mancanza di altri argomenti, si cercava di chiudere la bocca agli anziani  quand’ io ero bambino: facivanu bonu na vota chi a sessant’anni nci tagghjavanu la testa!

Agli imbecilli di ora e di allora forse potrebbe essere utile la favoletta che segue:

Re Bestia

Tanto tempo fa, ai tempi di una volta, c’era … Chi c’era? C’era un Re di corona che per intelligenza l’asino gli passava tre punti, ma voleva fare qualche opera  grandiosa o qualche riforma significativa ché tutti ricordassero il suo nome. Pensa che ti pensa, pensò la bestia che era: fece buttare un bando che diceva così:

“I vecchi sono un peso per la società! A tutti i cristiani che hanno superato i sessant’anni sarà tagliata la testa”. E questa era la grande riforma! Le guardie andavano in giro per il regno e tutti quelli che avevano più di sessant’anni li mettevano in prigione in attesa di tagliargli la testa.

Per quanto riguarda la grande opera, dovete sapere che questo Re, che era molto ricco, aveva pensato  di farsi fare un bastimento tempestato d’oro e pietre preziose con le vele di broccato ricamato d’oro.

Quando fu pronto, prima di vararlo, il Re fece chiamare tutti i suoi sudditi a Palazzo Reale per vedere le meraviglie di quel bastimento.

C’era un contadino, un certo Cola, che teneva suo padre di settant’anni chiuso in un cassone per non fargli tagliare la testa e la notte lo faceva uscire e gli raccontava quello che succedeva nel regno.

Quando gli raccontò che doveva andare a Palazzo Reale per vedere il bastimento del Re, il padre gli disse: – Davanti al Re, dovrai dire così: “Vali cchiù n’acqua di Maju e d’Aprili, chi lu to’ bastimentu cu tutti li vili”.

Così fece. Mentre gli altri sudditi lodavano le meraviglie di quel bastimento, lui disse al Re: «Vali cchiù n’acqua di Maju e d’Aprili, chi lu to’ bastimentu cu tutti li vili». A sentir questo il Re imbestialì e lo fece incatenare mettendolo a pane e acqua.

Quell’anno, combinazione, ad aprile e maggio non piovve: i raccolti furono molto scarsi ed il Re, per comprare grano nei regni vicini, dovette vendere il suo bastimento e non gli bastò nemmeno.

Il Re che era quella bestia che era, ma aveva il pregio, raro in chi comanda, di riconoscere il proprio torto, si ricordò di Cola e lo fece portare al suo cospetto.

– Avevi ragione tu – gli disse. Se ci fosse stata una pioggia ad aprile ed una a maggio, i raccolti sarebbero stati abbondanti e non avrei dovuto vendere il mio bastimento. Ti lascio libero! Ma spiegami: come mai tra tanti sudditi ci hai pensato solo tu?

– Per la verità è stato mio padre che ha settant’anni e lo tengo nel cassone, che mi ha suggerito di dirvi in quel modo.

Allora il Re capì che i vecchi anche se non lavorano più, con la loro saggezza e la loro esperienza, possono sempre dar buoni consigli e disse a Cola di far uscire senza paura suo padre dal cassone ché non lo toccava nessuno. Poi fece aprire le prigioni e tutti i vecchi poterono uscire e tornare a casa.

Comunque anche se non tagliò la testa a nessuno, riuscì lo stesso a lasciare ai posteri un ricordo di sé ché la bestialità che stava per fare la raccontano ancora oggi.

Francesco Borrello

Tratto dal libro dello stesso autore: “Fiabe senza orche e senza fate”, 1993, Ed. Periferia, Cosenza.

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Grillo. Né ndranghetisti né in nero. I ragazzi calabresi sono semplicemente andati

di Gioacchino Criaco - Partiti. Infilati in bus il cui biglietto è ancora abbordabile, con appresso le valigie grandi, quelle che presagiscono il mancato ritorno. Viaggi lunghi, 16, 18 ore per assorbire l’abbandono. Grillo, dal palcoscenico su cui ha portato il suo spettacolo a Catanzaro, svela un dato che può sembrare paradossale, lo fa a modo suo: “se in Calabria c’è stato il minor numero di domande per il reddito di cittadinanza, i calabresi o sono ndranghetisti o lavorano in nero”. Nemmeno una domanda a Dinami, che è statisticamente il paese più povero d’Italia. Naturalmente è una battuta, quella dell’ideatore del Movimento Cinque Stelle. Dietro ci sta una verità drammatica, che solo noi calabresi conosciamo fino in fondo: i nostri ragazzi raggiungono l’età lavorativa e vanno via. Non abbiamo bisogno di indagini professionali per saperlo. Basta guardare dentro le nostre case: fra i figli, i nipoti, i figli degli amici, dei paesani. Tutti avevano un capolinea da raggiungere, l’appuntamento col destino di un bus. Così vanno via i nostri. Un po’ se li raccatta la mafia per macellarli a tempo debito e un po’ se li godono nugoli di imprenditori per alleggerire il lavoro ai migranti: la paga, anche se poca è solo un miraggio. Il grosso va via all’imbrunire, stretto in un gregge enorme che un pastore infaticabile spinge eternamente al Nord. E il reddito di cittadinanza non è da buttare: redistribuisce una ricchezza che appartiene a tutti, non è un regalo, e affranca da compari e amici a cui mendicare un favore che poi renderà schiavi, per cifre inferiori a quelle del reddito. È che poi servirebbe un sistema complessivo che costruisse opportunità al Sud. Lì sta il dramma. Al Sud servirebbe un piano di investimenti straordinario, da Marshall, che la Cassa per il Mezzogiorno in sé non era una cattiva idea, solo che i soldi non dovrebbero finire più in mani volpine. Magari, provvisoriamente si potrebbe insediare in loco un ministero per lo sviluppo del mezzogiorno col meglio delle intelligenze sudicie e delle sue onestà. Certo, di cose se ne possono ancora fare se c’è la voglia. Per ora i ragazzi abbassano la testa e vanno via, non ce ne stanno più nelle nostre rughe, il reddito è arrivato dopo che è passato il bus. E i nostri non sono né ndranghetisti né lavoratori in nero. Stanno, già, semplicemente altrove.  

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Beppe Grillo lancia la contestazione a pagamento nel suo nuovo spettacolo in arrivo anche in Calabria con 4 tappe!

Anche nelle quattro imminenti tappe calabresi del tour dello spettacolo “Insomnia (ora dormo!)” di Beppe Grillo, precisamente nei Teatri Metropol di Corigliano (11 marzo), Politeama di Catanzaro (12 marzo), Cilea di Reggio Calabria (13 marzo) e Garden di Rende (14 marzo),  sarà possibile contestare pubblicamente lo stesso Beppe Grillo a fronte del pagamento di un supplemento di 10 euro sul prezzo del biglietto. Tale supplemento sarà in vendita la sera dello spettacolo presso il botteghino dei teatri e agli interessati verrà consegnato un apposito “Pass Invettiva”, che darà loro il pieno diritto di esternare le proprie lamentele in un apposito momento della parte finale dello show. Chi ha qualcosa da dire in faccia a Beppe Grillo ha, quindi, una possibilità davvero unica, addirittura all’interno del suo stesso spettacolo!

In “Insomnia”, Beppe Grillo si racconta attraverso uno spettacolo intimo e autentico, prendendo in contropiede ancora una volta tutti quelli che lo vogliono dipingere diverso da quello che è realmente. Non mancheranno, ovviamente, le interazioni con il pubblico e le improvvisazioni, come al solito legate agli ultimissimi avvenimenti di cronaca, che rendono ogni sua esibizione unica e atipica. “Insomnia” è uno spettacolo divertente e provocatorio, un viaggio nella sua vita e nella sua carriera, dal cabaret alla Rai, all’impegno politico, con l’auspicio che, dal mondo dell’informazione, si possa tornare a un sistema più percettivo, primordiale, istintivo. Immancabile è il riferimento agli eventi dell'attualità più recente filtrati dalla sua pungente ironia. In una sorta di “work in progress” creativo, con questo nuovo show Grillo racconta l'insonnia che lo tormenta da 40 anni, che lo porta a farsi domande scomode, a interrogarsi sull'ovvio e a trovare risposte azzardate, che lo ha fatto diventare il personaggio che tutti conoscono. Una spettacolo in cui Grillo, ormai autentico protagonista anche della cronaca politica del nostro Paese, condivide la sua visione del mondo che è e che verrà. E non c’è dubbio che l’”angolo invettiva”, l’ennesima provocazione di Grillo, offrirà siparietti davvero divertenti e inimmaginabili.

I biglietti per assistere ai 4 spettacoli, che avranno tutti inizio alle ore 21, sono disponibili nei punti Ticketone (a Catanzaro e Corigliano anche presso le biglietterie dei teatri). Per informazioni sono disponibili il numero telefonico 0968441888 della Show Net di Ruggero Pegna, che organizza lo spettacolo all’interno della sua 33esima stagione di eventi,  e i siti web www.ruggeeropegna.it e www.beppegrillo.it.

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