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Addio Desirée

di Bruno Salvatore Lucisano - È rimasta attaccata su vecchi muri, sporchi e abbandonati, la tua anima. A brandelli il tuo corpo, straziato da un branco di animali, incontrollati, senza regole, senza coscienza e privi d’amore. Adesso, passerà qualche giorno di articoli e di polemiche, dove ognuno si esprimerà, non i base alla propria coscienza ma alla propria appartenenza. E, con calma e senza muovere foglia, attenderà la prossima vittima per gettarsi sul cadavere come uno sciacallo senza dimenticare la bandiera. E, in base alla bandiera, si schiererà, parlerà, giudicherà. Perché in questa terra, neanche la morte ci mette d’accordo. Nel frattempo, tu, Desirée, non hai trovato alcuno che ti prendesse per mano, nessuno che gettasse acqua al tuo inferno, nessuno che si accorgesse della tua sola presenza. Quanti, per giorni, ti hanno visto entrare e uscire in quel posto? Quanti sapevano che eri una tossicodipendente? Quanti sono venuti a porgerti una mano? Quanti di quelle bandiere al vento per contestare un Ministro, sapevano e hanno taciuto? Quanti sono i responsabili della tua tragedia? Quanto e cosa lo Stato e la politica fanno per le ragazze come te? 

Qualche giorno ancora di pugni chiusi e mani aperte. Qualche giorno ancora di mani giunte in preghiera. Poi, tutto tornerà com’era e, anche la morte, diventerà cosa normale a sedici anni. La morte, che per lavarci le mani, noi tutti, chiamiamo destino.

 

È anche colpa mia, che nulla so fare, se non prendermela con gli altri. Ma mai nulla farò, per far vento della tua anima…a sventolare la mia bandiera.

Buon sonno Desirée.

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