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Monasterace. Museo Archeologico: Si è concluso il progetto didattico "Dalla storia al laboratorio"

Progetto didattico

Museo Archeologico dell’antica Kaulon

c/da Runci SS 106 – Monasterace (Reggio Calabria)

Al Museo Archeologico dell’antica Kaulon si è concluso il progetto didattico Dalla storia al laboratorio avviato il 27 aprile ultimo scorso con alcune classi dell’Istituto Comprensivo “ De Amicis- Maresca” di Locri.

L’iniziativa è stata eccellente sul piano formativo ed ha visto i ragazzi protagonisti di un’esperienza formidabile che certamente ricorderanno a lungo.
Gli alunni, infatti, hanno effettuato una visita guidata alle sale del museo ad opera dei servizi aggiuntivi e delle attività laboratoriali condotte dal personale del Museo con il supporto dei tirocinanti della Regione Calabria.

Le attività hanno riguardato la riproduzione, tramite cartoncini colorati, delle raffigurazioni dei draghi e dei delfini, i noti mosaici, rispettivamente, della lussuosa “Casa del Drago” e delle Terme ellenistiche, siti del Parco Archeologico ubicati nelle immediate vicinanze del Museo.
 
L’iniziativa è stata curata dai Servizi Educativi.

Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, diretto da Rossella Agostino, è afferente al Polo Museale della Calabria, guidato da Angela Acordon.

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Monasterace. Mercoledì 28 marzo avrà luogo la presentazione dell'intervento "Chista è a terra mia" di Zeroottouno

Mercoledì 28 marzo, alle ore 11.30, presso il Museo Archeologico dell'Antica Kaulon a Monasterace avrà luogo la presentazione dell'intervento Chista è a terra mia di Zeroottouno, nell'ambito del progetto Ceilings, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria, che vanta il patrocinio di: Polo Museale della Calabria, Provincia di Catanzaro, Comune di Catanzaro – Assessorato alla Cultura di Catanzaro, Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro, Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. - Servizi Museali MARCA di Catanzaro, Comune di Cropani, Comune di Tiriolo, Comune di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, Museo Archeologico Nazionale di Monasterace, Cooperativa ViviKaulon. Alla presenza della direttrice del Museo Rossella Agostino, dei responsabili della cooperativa Vivi Kaulon, del Direttore dell'Accademia Vittorio Politano, del curatore del progetto Simona Caramia e degli artisti Giuseppe Guerrisi e Davide Negro si darà avvio ad un intervento di arte contemporanea che vedrà installata un'opera permanentemente negli spazi espositivi del Museo. Obiettivo di Ceilings è quello di coinvolgere in un'unica rete, progressivamente, i musei della Calabria. Ad oggi i musei coinvolti sono: Museo MARCA di Catanzaro, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide di Sibari, Museo Nazionale Archeologico di Vibo Valentia, Museo Archeologico dell'Antica Kaulon Monasterace, Antiquarium di Cropani, Antiquarium di Tiriolo. Un simile potenziamento della rete museale è auspicabile per gestire e rilanciare l’offerta culturale; per collocare la Calabria tra gli itinerari turistici nazionali ed internazionali, per rendere produttivo un importante settore della cultura locale, attraverso un piano economico che valorizzi i numerosi musei in un valido e ragionato piano che preveda interventi a beneficio del territorio, in campo economico e socio-culturale. Inoltre il progetto permette il confronto e lo scambio di esperienze, di coordinare la promozione delle attività comuni, di incentivare, di valutare le possibilità di sviluppo e di collocazione in più ampi circuiti culturali e turistici. Nei Musei coinvolti nella rete si svolgeranno intervento di arte contemporanea. Oggetto d'intervento degli artisti coinvolti è il soffitto, creando un cortocircuito percettivo nel fruitore e permettendo la massima utilizzabilità dello spazio museale. Tale intervento, lungi dall'essere una sterile operazione decorativa, rappresenta la specificità della Rete dei Musei, giacché ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale e con la sua collezione permanente, per realizzare un intervento site-specific che si integri con l'identità del luogo, enfatizzandone il genius loci. In questa direzione si colloca l'intervento di Zeroottouno, duo artistico calabrese che mette in luce, con delle installazioni - generalmente site-specific -, l'intensificata attività di antropizzazione dei luoghi. La loro ricerca si sofferma sugli interventi umani che hanno comportato la progressiva riduzione della biodiversità, delle alterazioni climatiche e paesaggistiche, evidenziando come il processo di evoluzione abbia causato una crisi ecosistemica. Gli artisti denunciano i limiti del pensiero astratto, che ha portato a definire le aree verdi alla stregua di porzioni frammentate di realtà, gli artisti mettono in luce la trama dell'esistenza, giacché tutto è collegato ad ogni altra cosa. Il loro fare si fonda sulla possibilità di ristabilire un contatto intimo con se stessi e con le proprie radici identitarie, a partire dalla negoziazione del rapporto con il non-umano. Eterna fonte di verità, la Natura e la conseguente restituzione ad essa sono il fulcro teorico della messa in opera di Zeroottonuo: fibre naturali, radici, tronchi d'albero sono gli elementi attraverso i quali la loro arte si offre come mediatrice tra uomo e ambiente. In una simile ricerca gioca un ruolo forza l'identità calabrese, dunque la posizione geografica, che permette di parlare di geografia dell'arte o di geografia emozionale, quale approccio di studio pre-scientifico, caratterizzato dalla percezione, soggettiva ed emotiva, che evoca negli individui che fruiscono occasionalmente o vivono stabilmente un determinato luogo. Dalle loro opere emerge un fitto accumularsi di segni, materiali e simbolici, che sembrano voler afferrare la complessità della Calabria, avvolgendone i luoghi in un forte intrico emozionale. Attraverso tale prospettiva global e local si incontrano: alle istanze identitarie "locali" di tutela del "proprio", si accosta la consapevolezza "globale" di un mutamento etno-antropologico, che contempla l'ecologia quale nuovo referente del binomio allargato tra uomo e mondo. CEILINGS. MUSEI IN RETE a cura di Simona Caramia 28 marzo, ore 11.30 Museo Archeologico dell'Antica Kaulon Monasterace ZEROOTTOUNO. CHISTA È A TERRA MIA Mercoledì 28 marzo, alle ore 11.30, presso il Museo Archeologico dell'Antica Kaulon Monasterace avrà luogo la presentazione dell'intervento Chista è a terra mia di Zeroottouno, nell'ambito del progetto Ceilings, promosso dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e finanziato dalla Regione Calabria, che vanta il patrocinio di: Polo Museale della Calabria, Provincia di Catanzaro, Comune di Catanzaro – Assessorato alla Cultura di Catanzaro, Fondazione Rocco Guglielmo di Catanzaro, Museo MARCA di Catanzaro, Di.Co. - Servizi Museali MARCA di Catanzaro, Comune di Cropani, Comune di Tiriolo, Comune di Cosenza, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Museo Archeologico Nazionale della Sibaritide di Sibari, Museo Archeologico Nazionale di Vibo Valentia, Museo Archeologico Nazionale di Monasterace, Cooperativa ViviKaulon. Alla presenza della direttrice del Museo Rossella Agostino, dei responsabili della cooperativa Vivi Kaulon, del Direttore dell'Accademia Vittorio Politano, del curatore del progetto Simona Caramia e degli artisti Giuseppe Guerrisi e Davide Negro si darà avvio ad un intervento di arte contemporanea che vedrà installata un'opera permanentemente negli spazi espositivi del Museo. Obiettivo di Ceilings è quello di coinvolgere in un'unica rete, progressivamente, i musei della Calabria. Ad oggi i musei coinvolti sono: Museo MARCA di Catanzaro, Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide di Sibari, Museo Nazionale Archeologico di Vibo Valentia, Museo Archeologico dell'Antica Kaulon Monasterace, Antiquarium di Cropani, Antiquarium di Tiriolo. Un simile potenziamento della rete museale è auspicabile per gestire e rilanciare l’offerta culturale; per collocare la Calabria tra gli itinerari turistici nazionali ed internazionali, per rendere produttivo un importante settore della cultura locale, attraverso un piano economico che valorizzi i numerosi musei in un valido e ragionato piano che preveda interventi a beneficio del territorio, in campo economico e socio-culturale. Inoltre il progetto permette il confronto e lo scambio di esperienze, di coordinare la promozione delle attività comuni, di incentivare, di valutare le possibilità di sviluppo e di collocazione in più ampi circuiti culturali e turistici. Nei Musei coinvolti nella rete si svolgeranno intervento di arte contemporanea. Oggetto d'intervento degli artisti coinvolti è il soffitto, creando un cortocircuito percettivo nel fruitore e permettendo la massima utilizzabilità dello spazio museale. Tale intervento, lungi dall'essere una sterile operazione decorativa, rappresenta la specificità della Rete dei Musei, giacché ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale e con la sua collezione permanente, per realizzare un intervento site-specific che si integri con l'identità del luogo, enfatizzandone il genius loci. In questa direzione si colloca l'intervento di Zeroottouno, duo artistico calabrese che mette in luce, con delle installazioni - generalmente site-specific -, l'intensificata attività di antropizzazione dei luoghi. La loro ricerca si sofferma sugli interventi umani che hanno comportato la progressiva riduzione della biodiversità, delle alterazioni climatiche e paesaggistiche, evidenziando come il processo di evoluzione abbia causato una crisi ecosistemica. Gli artisti denunciano i limiti del pensiero astratto, che ha portato a definire le aree verdi alla stregua di porzioni frammentate di realtà, gli artisti mettono in luce la trama dell'esistenza, giacché tutto è collegato ad ogni altra cosa. Il loro fare si fonda sulla possibilità di ristabilire un contatto intimo con se stessi e con le proprie radici identitarie, a partire dalla negoziazione del rapporto con il non-umano. Eterna fonte di verità, la Natura e la conseguente restituzione ad essa sono il fulcro teorico della messa in opera di Zeroottonuo: fibre naturali, radici, tronchi d'albero sono gli elementi attraverso i quali la loro arte si offre come mediatrice tra uomo e ambiente. In una simile ricerca gioca un ruolo forza l'identità calabrese, dunque la posizione geografica, che permette di parlare di geografia dell'arte o di geografia emozionale, quale approccio di studio pre-scientifico, caratterizzato dalla percezione, soggettiva ed emotiva, che evoca negli individui che fruiscono occasionalmente o vivono stabilmente un determinato luogo. Dalle loro opere emerge un fitto accumularsi di segni, materiali e simbolici, che sembrano voler afferrare la complessità della Calabria, avvolgendone i luoghi in un forte intrico emozionale. Attraverso tale prospettiva global e local si incontrano: alle istanze identitarie "locali" di tutela del "proprio", si accosta la consapevolezza "globale" di un mutamento etno-antropologico, che contempla l'ecologia quale nuovo referente del binomio allargato tra uomo e mondo.

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Omicidio Ronzello. Arrestati a Monasterace i fratelli Remo e Maurizio Sorgiovanni

Nelle prime ore della mattinata odierna, in Monasterace (RC) e Reggio di Calabria, i Carabinieri della Compagnia di Roccella Jonica hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Locri, su richiesta di quella Procura della Repubblica, traendo in arresto i fratelli SORGIOVANNI Remo di 31 anni e Maurizio di 28 anni, entrambi di Monasterace, ritenuti gravemente indiziati per l’omicidio perpetrato in concorso del giovane RONZELLO Angelo, avvenuto in Monasterace nella notte del 1 aprile 2010.

Come si ricorderà, il giovane venne barbaramente ucciso con plurime azioni di fuoco mediante fucile semiautomatico caricato a pallettoni mentre usciva dal condominio ove aveva trascorso la serata a casa della sorella degli odierni arrestati, in compagnia della stessa, di suo marito e di altri due amici.

Tali circostanze di luogo e di tempo, messea sistema con la meticolosa ricostruzione delle vicende che quella sera indussero RONZELLO Angelo a recarsi in quella casa, non lasciavano dubbi agli investigatori sul fatto che il giovane fosse caduto in un vero e proprio “agguato”, studiato e preparato dai suoi aguzzini, i quali conoscevano con certezza gli spostamenti che la vittima avrebbe fatto quella sera.

Le indagini, durate cinque anni, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Locri, hanno consentito agli investigatori del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Roccella Jonica di raccogliere gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza a carico dei prevenuti attraversol’esecuzione di attività investigative classiche ovvero intercettazioni telefoniche/ambientali.

Nulla è stato tralasciato: infatti, i militari hanno setacciato e analizzato ogni elemento derivante dalle dichiarazioni dei familiari della vittima e di chi lo frequentava, dall’analisi dei tabulati telefonici, dai rilievi tecnico-scientifici e relativi esiti di laboratorio, dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, dai servizi di controllo e pedinamento, dimostrando la premeditazione dell’omicidio e la collocazione degli odierni indagati sulla scena del delitto nell’ora in cui lo stesso fu consumato, oltre allaricostruzione delle azionifatte subito dopo l’omicidio dai due fratelli al fine di eludere le indagini ed allontanare da sé i sospetti.

L’indagine in argomento, in una prima fase, è stata caratterizzata da un’impenetrabile cortina di omertà, ove sono subito emersi sospetti a carico dei menzionati fratelli per via delle palesi discordanze scaturite dalle dichiarazioni rese agli inquirenti in ordine ai loro spostamenti prima e dopo l’evento delittuoso, smentite anche dall’analisi dei tabulati telefonici. Nella fattispecie, è stato altresì accertato che i due indagati avevano noleggiato un’autovettura proprio il giorno dell’omicidio, circostanza valutata come altamente sospetta dagli investigatori. Questa, subito sequestrata, è stata successivamente sottoposta alle indagini scientifiche che, oltre ad evidenziare la presenza all’interno del citato mezzo di numerosissime particelle “peculiari” di esplosioni di colpi d’arma da fuoco prelevati con i kit stub, hanno soprattutto acclarato la corrispondenza morfologica e chimica di una delle suddette particelle con quelle incombuste estratte dai bossoli esplosi e rinvenuti sulla scena del crimine: in sintesi, chi ha imbracciato il fucile con il quale ha ammazzato RONZELLO Angelo, dopo l’omicidio è fuggito a bordo della citata autovettura noleggiata, sedendosi verosimilmente sul sedile posteriore lato passeggero, inquinando, in tal modo, l’ambiente con la propria persona o con l’arma utilizzata per esplodere le cartucce.

La seconda fase delle investigazioni, oltre a caratterizzarsi da attività investigative classiche e tecniche, ha consentito in particolare agli inquirenti di fare piena luce sul movente dell’omicidio del giovane RONZELLO: da un lato la decisione della giovane vittima di allontanarsi dagli ambienti delinquenziali, dopo la notifica nei suoi confronti, nel mese di gennaio 2010, della misura di prevenzione dell’Avviso Orale, provvedimento che lo aveva profondamente indotto a cambiare condotta e stile di vita; dall’altro il dato emerso dalle indagini, ovvero che, qualche giorno prima dell’omicidio, il RONZELLO avrebbe “osato” chiedere ai fratelli SORGIOVANNI di “onorare” un debito di circa 40.000 euro da loro contratto nel tempo con la vittima, relativo a forniture di merci (mangimi e farinacei). Tale richiesta, in aggiunta alla volontà di affrancarsi dagli ambienti delinquenziali, ha ingenerato nei fratelli SORGIOVANNI la decisione di ammazzarlo, cosa che Remo e Maurizio fecero quella fatidica sera dell’1 aprile 2010.

Infine, altro elemento estremamente rilevante ed indiziario a carico di SORGIOVANNI Maurizio e SORGIOVANNI Remo è costituito dal contenuto dell’intercettazione ambientale captata nei loro confronti allorquando i due, nel mese di novembre 2014, palesavano il timore di essere arrestati proprio per questo omicidio, dopo aver appreso dalla stampa locale, l’imminente individuazione degli autori dell’omicidio di RONZELLO Angelo.

SORGIOVANNI REMO Siderno cl.85SORGIOVANNI Maurizio cl.88

Remo e Maurizio Sorgiovanni

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