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L’era dei cornuti

  •   Redazione
L’era dei cornuti

L’era dei cornuti è come i rotoloni Regina: non finisce mai.

Da: “Il giorno della civetta”. «Vengo coi cornuti, ora. Uno scopre le tresche che gli fanno in casa, fa un macello: non è un cornuto nato. Ma se fa finta di niente, o con le corna si dà pace: e allora è nato cornuto».  Più avanti ancora: «Il popolo, il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se le appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna…Siamo al discorso di prima: non ci sono soltanto certi uomini a nascere cornuti, ci sono anche popoli interi; cornuti dall’antichità, una generazione appresso all’altra…».  Scritto nel ’61…

Quello che stanno accettando in questi giorni gli italiani, ad opera di gente che nessuno ha votato. Gente che piano piano, nel silenzio e nell’accidia dei sindacati, nell’ozio dei disoccupati, nell’abulia degli affamati hanno creato un regime dove si fanno leggi a proprio piacimento; addirittura una legge elettorale senza alcuna discussione, con l’avallo delle maggiori cariche dello Stato, la maggior parte di loro eletti, e messi in quel posto, da gente che nessuno ha mai votato. Tutto questo significa che le parole di un romanzo scritto tantissimi anni fa, è ancora sentenza!

Ragazzi laureati col massimo dei voti, ai quali rinnovano il contratto tre mesi per volta, e lo possono fare per trentasei mesi (non più di sei volte, però…). Giovani laureati a 30 anni senza alcuna prospettiva di impiego. Disoccupazione al sud che sfiora il 40%. E gentaglia che dorme a casa con la fotografia di Renzi sul comodino. Calabresi che fanno la fila alle primarie per votare Rosy Bindi. Che la votano alle politiche  per poi, dopo eletta, possa chiamare i suoi elettori ndranghitisti! E muoversi nel colleggio dove è stata eletta solo e solo per parlare di ndranghita!

E sono cornuto anch’io, che sopporto inerme, tutto questo. Con il pensiero affranto, ma senza il coraggio d’impugnare un’arma e ammazzare quattro o cinque di questi cornuti nominati e sputare in faccia, ogni qual volta incontro qualcuno che li difende. Anche se chi li difende, ha tutto il diritto di farlo, perché sarà pure cornuto, ma cornuto… contento!

 


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