Menu
In Aspromonte
Wwf Calabria. L’eterno problema cinghiale

Wwf Calabria. L’eterno problem…

Nonostante lo abbia fa...

Nota stampa di Maria Carmela Lanzetta in risposta al Presidente del Parco Aspromonte Bombino

Nota stampa di Maria Carmela L…

«La mia candidatura al...

Reggio. Sabato 17 febbraio il Segretario Generale del Partito Comunista, Marco Rizzo, presenta i candidati del territorio

Reggio. Sabato 17 febbraio il …

Riceviamo e pubblichia...

Nota stampa di Francesco Toscano, candidato capolista della Lista del Popolo nel collegio plurinominale Calabria 2

Nota stampa di Francesco Tosca…

Per liberare il sud da...

WWF al fianco dei Carabinieri forestali in Calabria

WWF al fianco dei Carabinieri …

"Apprendiamo in queste...

La nostra storia. Il tempo dei mascherati

La nostra storia. Il tempo dei…

A dispetto delle duris...

Brancaleone. Straordinario successo della giornata nazionale del dialetto organizzata dalla Pro - Loco

Brancaleone. Straordinario suc…

Straordinario successo...

Reggio. Sabato 13 gennaio si terrà la presentazione del Programma Escursionistico 2018 di “Gente in Aspromonte”

Reggio. Sabato 13 gennaio si t…

"Siamo pronti ai senti...

Bioshopper, WWF: necessario porre un argine all'invasione della plastica

Bioshopper, WWF: necessario po…

NEI MARI DEL PIANETA “...

Presepe Vivente: a San Roberto (RC) rivive la Betlemme di duemila anni fa

Presepe Vivente: a San Roberto…

Il Presepe Vivente com...

Prev Next

La riflessione. A uno a uno

  •   Bruno Salvatore Lucisano
La riflessione. A uno a uno

Di Bruno Salvatore Lucisano - Radici profonde lunghe più di un secolo. Queste bisogna combattere ed estirpare e, siccome sono lunghe e profonde, occorre allo stesso modo, un lavoro lungo e profondo perché non si consenta agli arbusti di alimentarsi e crescere fuori dalla terra!

È giusto gioire per i tre latitanti assicurati alla giustizia ma non è giusto dire: “Ecco la risposta degli sbirri alla ndranghita!”. Questa è una dichiarazione di guerra, verso delle persone che sono consapevoli di essere in guerra. Non serve a nulla! La guerra a questa gente non fa paura (purtroppo).

I ragazzi che crescono in una faida familiare sanno benissimo di essere in guerra. Bisogna riflettere, non gioire. Quando ripeto che la ndranghita è “rradicata”, quando ripeto che la ndranghita è mentalità, che è l’ambiente e la famiglia che portano a determinati comportamenti, voglio dire che bisogna aiutare, ambiente e famiglia.

Il figlio dell’arrestato di ieri di San Luca, viveva da chissà quanti anni col padre in casa nascosto in bunker, fatto in un bunker.  Sicuramente mangiava e beveva con il padre. Discuteva col padre. Ascoltava il padre. Il risultato è che quando i carabinieri glielo hanno portato via, lui ha risposto lanciando pietre contro le forze dell’ordine.

Chissà perché?

Le manifestazioni, le parate che si ripetono in questa Terra, con Musei, Gerbere e quant’altro non servono a nulla. Servono a chi le fa. A quel ragazzo di San Luca che si è visto portare via il padre latitante dai militari, le bandiere di Libera non gli interessano affatto. E su questo che dobbiamo riflettere, è perciò che la strategia che si usa serve a poco per chi ha come ossigeno nel sangue la malattia delle ndrine! Per questi ragazzi l’elicottero del Presidente che è arrivato nella Locride ha consumato, inutilmente, carburante.

C’è una mentalità da combattere, un modus vivendi da estirpare, condizioni di vita e familiari da migliorare.

A questi ragazzi che crescono con questa mentalità e questi insegnamenti purtroppo e dico purtroppo, le bandiere e i distintivi li fanno solamente sorridere.

E se questi ragazzi crescendo, si accorgeranno che intorno è tutta una ruberia si sentiranno legittimati a comportarsi di conseguenza. Sarà ed è per loro una cosa normale. Una cosa che bisogna fare!

Ad un ragazzo che vive in queste condizioni è inutile che andiate a scuola ad insegnare legalità, non vi ascolta. Non gli importa nulla della vostra legalità.

È uno sfogo il mio e mi spiace non avere una soluzione a questa tragedia. I magistrati, le Forze dell’Ordine possono dare il loro contributo per combattere ed arginare il problema. Possono arrestare, scovare latitanti ma il dramma è nelle radici. I “rradicati” con queste bisogna fare il conto. C’è una mentalità lunga più di un secolo che si deve correggere ed arginare. Bisogna insegnare ai ragazzi, a questi ragazzi, che la vita che hanno in mente non porta da nessuna parte e che la vita è una, una sola e bisogna viverla in un altro modo.

Bisogna trovare il sistema di convincerli. I metodi usati fino ad ora, purtroppo, sono serviti a poco, anzi a nulla.

Bisogna prenderli uno a uno, i ragazzi, bisogna parlargli a uno a uno. Bisogna amarli a uno a uno. Bisogna dargli prospettive diverse da quelle di diventare un boss! Bisogna, per esempio, dargli un lavoro…a uno a uno!

In memoria di P. Crupi nel giorno del suo compleanno.


  • fb iconLog in with Facebook