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Le "Dinastie" industriali e i "grandi saccheggi"

  •   Redazione
Le "Dinastie" industriali e i "grandi saccheggi"

di Virginia Iascopino - "Il nuovo feudalesimo dei ricchi è tanto sottile quanto formidabile. Sottomette, senza far rumore, e penetra negli interessi e nelle coscienze senza che alcuno se ne accorga e quando giunge l'ora in cui una nazione che si crede sovrana e si appresta con solennità al rito del voto è repentinamente condotta in catene dalla potenza del denaro (Jean Jaures fondatore del partito unificato socialista rivoluzionario assassinato dal delirante nazionalista irredentista Raul Willain-31 luglio 1914).

Don David Albertario diceva: "il denaro dei ricchi gronda sudore dei poveri ma quello che serve per conquistare il potere gronda del loro sangue". Nei grandi patrimoni individuali il fisco malgrado i suoi efficaci mezzi moderni non riesce a mettere il naso a scovare totalmente dentro le voci dei falsi bilanci aziendali,dei movimenti colossali di capitali che si sottraggono al fisco con giochi di grande prestigio e vengono custoditi nelle casseforti "lavanderie" dei paradisi fiscali o nelle fondazioni scansatasse di opere sociali che non entrano il collusione con il potere politico economico corrotto. Negli Stati Uniti venne coniugato il vocabolo lobby che consiste nel gioco da parte delle consorterie del potere economico per arrivare a quello della pubblica amministrazione. Turgot, economista francese, fu nel 1774 il controllore generale delle finanze. Tentò grandi riforme liberali in materia economica che si ispiravano alla dottrina fisiocratica che considerava la natura e specialmente l'agricoltura come unica sorgente di ricchezza che attribuiva ai beni e ai prodotti della terra un'importanza maggiore dei prodotti dell'arte e dell'industria umana gestita dal mercantilismo che difendeva gli interessi delle classi privilegiate per questo ebbe con loro grandi scontri. Turgot affermava:le persone scrupolose non sono tagliate per i grandi affari e quando non ne possono più delle angherie diventano forze organizzate radicali che precedono tutte le rivoluzioni e ciò che avvenne per lo scoppio della rivoluzione francese del 1789.

Nel 1943 alla caduta del fascismo sotto la direzione di Mario Pannunzio che fu tra i fondatori del partito radicale italiano, nacque il quotidiano Il Mercato in cui tutti i lettori potevano inviare le lettere "scarlatte" che riguardavano problemi di politica economica. Nel 1947 alcuni esperti della sinistra abbandonarono il partito radicale perchè un disaccordo con gli esponenti di destra che si preparavano a candidarsi alle elezioni del 1948 alleandosi con il fronte qualunquista fascista. Quel vento purtroppo ancora ha incominciato a spirare vorticosamente. La buona sinistra deve stare molto attenta. Il giornalista partigiano italiano di formazione cattolica Angelo Silvio Ori ha raccontato le vicende storiche che hanno coinvolto i maggiori gruppi imprenditoriali e finanziari italiani consorterie del potere economico che arrivavano e arrivano a quello della pubblica amministrazione, al mondo politico, alle più importanti società di assicurazione, alle società immobiliari che gestiscono le redditizie industrie dei fitti,alle finanze vaticane,alle banche ecc. Tutti comprano e vendono gestiscono il collocamento di titoli privati e pubblici quotati in borsa. Sono loro i padroni di tutti noi semplici lavoratori. Il giovane alsaziano Giorgio Enrico Falk I nel 1833 entrò come consulente della ditta "Gaetano Rubini e figlio"gli bastarono soltanto quattro anni per diventare parte intera nella società che cambiò la ragione sociale e diventa la "Rinomata fonderia Rubini-Falk e co". Giorgio Enrico Falk sarà considerato il vero patron della nascente siderurgia italiana. Duro,freddo e intelligente capisce i problemi tecnici ma non quelli umani dei suoi lavoratori. Sposa Irene Rubini e dal loro matrimonio nasce Enrico II che giovane subentra nella gestione del colosso. Il padre si ritira in solitudine nella sua vecchia casa in Alsazia. Nel suo testamento scrive: ho conquistato il potere economico-politico ma non l'amore della gente che con sottomissione faticosamente ha lavorato per me.Giorgio Falk II continua ad ampliare il suo impero;si lega alla società meccanica Franco Tosi di Legnano. I Pesenti di Alzano Lombardo con Mussolini diventano una potente dinastia cementiera.Il Duce fu per loro l'uomo giusto inviato dalla provvidenza. Si costruiscono strade,stadi,palazzi,monumenti non solo in Italia ma anche in Africa. Antonio Pesenti alla guida della società venne dal re nominato cavaliere del lavoro. Mussolini lo nomina presidente della camera del commercio bergamasca. Cemento e mistica fascista vanno in perfetto accordo.Di Pesenti in Pesenti importantissimo per condurre affari,è Carlo cavaliere del lavoro,abilissimo finanziere con stretti legami alla potente Curia Vescovile bergamasca e la finanza vaticana acquista una notevole posizione azionaria.I lavoratori bergamaschi segretamente dicevano:il diavolo.il peccato e l'acqua santa aiutano i Pesenti a fare molta strada. Gli uomini che amministrano le finanze vaticane provengono sempre dall'università Bocconi. Appartengono alla Democrazia Cristiana e vengono selezionati per coprire cariche ai vertici del potere pubblico italiano.Il loro elenco non finirebbe di stupire anche i più smaliziati. Con la D.C. al potere l'Italia diventa il pascolo ricco e generoso per gli affaristi di tutto il mondo. Il trasferimento oltre il confine del denaro non costituisce un problema. E' merce che facilmente può sfuggire all'attenzione dei doganieri, ma non è neppure necessario portare con sè denaro perchè numerose banche, e non solo Svizzere, accettano senza difficoltà assegni circolari, lo tramutano in denaro e poi rispediscono in Italia ad una banca, legalmente,con plico postale urgente e nel più assoluto rispetto formale della legalità in barba al piccolo risparmiatore che viene derubato (M.P.S.,Banca Etruria ecc.). Giustamente si dice che il denaro fa guerre e pace,vittorie, sconfitte, smembramenti d'imperi,tempeste monetarie,tramonti d'imperi,rivoluzioni e restaurazioni che costituiscono feudi colossali. L'appetito vien mangiando e i miliardi non sono mai indigesti. Il giornalista Giuseppe Turati laureato alla Bocconi di Milano in Economia e Commercio entra nella redazione del settimanale Espresso come responsabile della pagina economica. Scrive il libro Montedison il grande saccheggio dove tratta minuziosamente gli atti organizzati dalla Montedison per farsi consegnare dalla finanza pubblica la somma record di 2.000 miliardi,a titolo gratuito o a costi così bassi da poter essere considerati irrisori nel momento storico così difficile in cui sul denaro prestato si paga normalmente più del 20%. L'operazione grande saccheggio fu il salvataggio industriale statale più rilevante dagli anni trenta ad oggi. Per ogni cittadino italiano lo stato ha trattenuto una tassa annua pro capite di 40mila lire. Nel 1994 Turati è coinvolto nel cosiddetto caso "penne pulite"con l'accusa di essere stato pagato dal gruppo Ferruzzi nella trattazione di affari e finanza. Il procedimento velocemente venne,nel 1995, archiviato con la seguente motivazione: l'accusa è infondata basata su dichiarazioni del tutto generiche e prive di ogni riscontro. Allora, in conclusione, i grandi saccheggi in Italia li abbiamo commessi noi normali cittadini?

20.10.2017  Virginia Iacopino 


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