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Reggio. 51 Sindaci della Città Metropolitana chiedono al Direttore del Corriere della Sera di rettificare l'articolo di G. Buccini

  •   Redazione
Reggio. 51 Sindaci della Città Metropolitana chiedono al Direttore del Corriere della Sera di rettificare l'articolo di G. Buccini

Riceviamo e pubblichiamo

Al Direttore del Corriere della Sera, dott. Luciano Fontana

(via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

E p.c. all'Editore RIZZOLI CORRIERE DELLA SERA MEDIAGROUP SPA o in forma abbreviata RCS MEDIAGROUP SPA O RCS S.P.A.

(via PEC Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

Gentile Direttore

La contattiamo in riferimento all'articolo dal titolo "I 51 Comuni sciolti per mafia che si ribellano ai commissari" a firma di Goffredo Buccini, apparso sul Corriere della sera in data 7 dicembre 2017 (sommario "«Il marcio sta nella burocrazia». I Sindaci dei centri infiltrati dalle cosche scrivono al governo. «Così state uccidendo la democrazia!»").

Il pezzo, caratterizzato dal significativo occhiello "LA 'NDRANGHETA IN MUNICIPIO", appare fortemente lesivo dell'immagine dei 51 Sindaci ivi richiamati, e necessita di importanti interventi di rettifica, in merito ai quali Le chiediamo formalmente di attivarsi, a norma delle vigenti disposizioni normative che disciplinano la stampa.

La vicenda sulla quale si incentra l'articolo è quella di una richiesta inviata al Ministro dell'Interno Minniti a firma di 51 Sindaci di Comuni della provincia di Reggio Calabria, finalizza a richiedere un incontro per discutere di un'eventuale riforma dell'istituto normativo dello scioglimento dei consigli comunali per presunte infiltrazioni mafiose.

A seguito di detta richiesta, i 51 Sindaci sono stati ricevuti in data 5 dicembre dal Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, che ha rappresentato ai primi cittadini la piena disponibilità del Ministro Minniti al dialogo sulle questioni sollevate e la consonanza di intenti tra lo Stato e i Comuni nell'azione di contrasto alla criminalità.

A fronte di questo fatto, riportando per stralci un'intervista rilasciata dal Presidente dell'ANCI Regionale, Gianluca Callipo, anch'egli presente all'incontro tenutosi presso la Prefettura di Reggio Calabria, l'articolo del "Corsera"fornisce una ricostruzione falsa e chiaramente mistificatoria dell'intera vicenda, con carattere volutamente diffamatorio.

Il carattere diffamatorio si evince dall'avere etichettato i 51 sindaci firmatari, già dal claim del titolo, come "i Sindaci dei Comuni calabresi sciolti per mafia (o in odore di scioglimento)" e "Sindaci dei centri infiltrati dalle cosche". Niente di più falso! I firmatari sono Sindaci di 51 Comuni (su 86 – attualmente in carica) della Città Metropolitana di Reggio Calabria, la stragrande maggioranza dei quali non è stata mai interessata da scioglimento per infiltrazioni mafiose o abbia in corso l'accesso prefettizio ispettivo finalizzato a verificare il ricorrere delle condizioni per lo scioglimento. Dunque falsa è la notizia passata e grave è la ripercussione negativa che cade sull'immagine dei firmatari dell'appello e delle comunità amministrate.

L'articolo si caratterizza, poi, per una rappresentazione palesemente distorta della vicenda, non rispondente alla realtà dei fatti: i 51 firmatari vengono testualmente bollati nell'articolo come "ribelli" che "non si rivoltano contro la 'ndrangheta ma contro lo Stato". È un'evidente e gravissima distorsione giornalistica, che i Sindaci non possono in alcun modo accettare. La loro missiva al Ministro Minniti pone all'attenzione del Governo una questione di scottante attualità democratica, ma non manifesta in alcun modo una intenzione di porsi contro lo Stato. Semmai l'allarme dei primi cittadini è diretto a dimostrare l'attenzione degli amministratori locali verso quella che è un'esigenza di democrazia di cui lo Stato è in primis portatore: sollecitare una riflessione sull'istituto dello scioglimento per evitare che lo stesso si trasformi da eccezionale ad ordinario e finisca per produrre una diffusa disaffezione verso l'impegno politico. L'articolo si preoccupa, poi, di evidenziare che "certe ventate «garantiste» possono gonfiare vele sbagliate", in tal modo lasciando intendere che l'attivarsi dei Sindaci possa finire per produrre un effetto di arretramento della lotta alla criminalità, a tutto vantaggio delle consorterie mafiose. Niente di più fuorviante e con l'evidente finalità di gettare "fango" sugli onesti amministratori che sono al servizio delle loro comunità in una realtà a dir poco difficile. La lettera dei Sindaci che il cronista dimostra di non aver saputo o voluto leggere ed intendere, è una chiara ed esplicita presa di posizione dei primi cittadini in favore di più efficaci e proficue azioni di contrasto alla criminalità. Non potrebbe essere diversamente, specie da parte di amministratori che, molte volte, sono stati essi stessi vittime, in prima persona, di atti di intimidazione, e non si sognano comunque, neanche minimamente, di ventilare un abbassamento della guardia dello Stato sul problema criminalità organizzata.

La riflessione dei Sindaci pone l'accento sulla necessità di ragionare sullo strumento dello scioglimento per potenziarlo e renderlo maggiormente efficace in termini di reazione mirata alle situazioni di condizionamento criminale concretamente riscontrate negli enti locali che allo stato è dominato da  un'impostazione corrispondente ad una logica di giustizia sommaria e che ignora totalmente il principio del contraddittorio, regola cardine del nostro ordinamento giuridico.

L'articolo del Corriere appare, dunque, condizionato da una deplorevole ansia di sensazionalismo, tanto più da contrastare poiché proviene da uno dei più autorevoli quotidiani italiani, che non può in alcun modo, per la sua storia e per la sua autorevolezza, farsi latore di fakenews e di approssimative esemplificazioni giornalistiche.

Il Corriere non può ridursi ad essere diffusore consapevole di trovate giornalistiche estemporanee che si concretizzano in una distorta rappresentazione della realtà.

Il Corriere della sera non può permettersi di abdicare al proprio compito di raccontare la complessità della realtà.

Non può riportare la notizia della "'ndrangheta in Municipio" senza riferire il contenuto dell'appello lanciato dai 51 Sindaci, liquidati come "ribelli" in una ricostruzione ad effetto che pretende di contrapporre buoni e cattivi, senza sforzarsi di approfondire le contraddizioni in cui vive il territorio che quei Sindaci si sforzano di amministrare.

Non può per la sua storia e non può per precisi obblighi di correttezza ed onestà intellettuale, ancor più pressanti dei vincoli deontologici e professionali.

La invitiamo, alla luce delle considerazioni sopra esposte, ad attuare adeguati interventi di rettifica, riservandoci, con la massima determinazione, le più opportune azioni legali a tutela dell'immagine nostra e delle nostre comunità.

- Ad ogni buon conto, alleghiamo in copia la lettera inviata in data 30/11/2017 al Ministro dell'interno Marco Minniti, i cui 51 sottoscrittori firmano la presente richiesta di rettifica.

Distinti saluti.