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Reggio. Si conclude la stagione dei congressi del Partito Repubblicano Italiano in Calabria

  •   Redazione
Reggio. Si conclude la stagione dei congressi del Partito Repubblicano Italiano in Calabria

Con il congresso regionale del 23 giugno a Lamezia Terme si conclude la stagione dei congressi del Partito Repubblicano Italiano in Calabria e si avvia una nuova fase dell’azione politica del PRI. Nel 14° congresso regionale di Lamezia confermato Segretario Regionale Sergio Stancato mentre a Reggio Calabria il 22 Giugno, giorno in cui ricorre l’ anniversario della nascita di Giuseppe Mazzini, si è tenuta l’assise del 25°Congresso Provinciale  (I° della Federazione Metropolitana) che ha confermato segretario Carmelo Palmisano. Demetrio Giordano è il nuovo segretario della storica  sezione cittadina“Raffaello Sardiello” .

Nella partecipata assise congressuale della Federazione Metropolitana con la mozione conclusiva i repubblicani evidenziano la loro idea politica e l’azione per un rilancio della Città Metropolitana.

I repubblicani reggini hanno l’ambizione di diffondere l’idea politica mazziniana prescindendo dall’appartenenza partitica. Gli ideali mazziniani sono universali e sottendono alla democrazia in senso puro, partendo dal concetto che tutti gli uomini nascono liberi e diventano servi per loro scelta o schiavi per necessità, tuttavia questi ultimi in ogni momento della loro esistenza anelano la libertà.

La libertà intesa in senso globale dal bisogno materiale, dal bisogno morale, dal bisogno culturale e dal bisogno civile. I repubblicani reggini che sono stati tra gli artefici del riconoscimento di Reggio come Città Metropolitana, sono costretti all’amara considerazione che tutto è rimasto immutato, non avendo capito, la classe dirigente, il ruolo che Reggio come città policentrica avrebbe potuto svolgere e non ha svolto.

L’idea dei repubblicani sulla città policentrica è la stessa del Professor Giannola, Presidente SVIMEZ: “le città policentriche potrebbero essere ideali sedi per le seguenti funzioni terziarie: centri commesse, ricerca tecnologica, marketing, engineering, filiali commerciali”.

I repubblicani con tutto il carico della laicità insito nella loro storia, non si attendevano miracoli, i miracoli non esistono, ma avrebbero preteso l’avvio di qualche idea per salvare la città metropolitana da un suo malinconico e inarrestabile declino.

La maggioranza che ha guidato la città di Reggio ed il territorio metropolitano ha evidenziato tutte le sue carenze progettuali cui ha fatto seguito l’assenza di qualsivoglia iniziativa.

Insomma una classe politica priva di idee ed iniziative protese ad accontentare famigli, parenti ed amici.

In questo ragionamento non ci vogliono essere discorsi moralistici, ma ricordando Benedetto Croce, più che un governo degli onesti, i repubblicani ambiscono ad un governo dei capaci. Se la città del turismo, delle bellezze del mare, ha il suo lido non balneabile, se l’acqua potabile manca per giornate intere, soprattutto nella periferia, se l’aeroporto di due Città Metropolitane è da terzo mondo, se l’alta velocità si ferma a Salerno o se le infrastrutture stradali sono nelle condizioni di fine ‘800, la colpa non può essere dei cittadini e se colpe ci sono, consistono nell’aver eletto una classe politica che è a dir poco inefficiente.

Prima delle future elezioni comunali e metropolitane, avremo il rituale annuncio, ormai più che decennale che arriverà l’acqua del Menta.

Nella città delle sorprese che non finiscono mai, sorprende il totale silenzio della magistratura, encomiabile nella lotta alla criminalità e silente sulla cattiva amministrazione pubblica.

A questo disastro già di per se grave si aggiunge una politica nazionale che a tutto pensa tranne che al Mezzogiorno.

Nel contratto non contratto del governo sentiamo parlare di Pedemontana, Alta Velocità, Raddoppi autostradali, Valichi delle Alpi e, nel contempo, l’infrastrutturazione del Mezzogiorno nemmeno viene citata.

I repubblicani reggini respingono con forza l’idea del reddito di cittadinanza e reclamano il reddito da lavoro per salvaguardare la dignità prima di tutto.

I repubblicani non demordono. Essi sanno bene di operare in una società in crisi economica, civile, sociale, ambientale ma sanno anche resistere alle tentazioni del populismo che considerano un fanatismo tribale, come dice La Voce Repubblicana citando Giovanni Spadolini.

I repubblicani reggini guardano alla politica e ai rapporti con la classe politica in essere, ma guardano anche al loro interno.

L’assemblea congressuale decide di organizzare momenti di studio per giovani e meno giovani e si inizierà affrontando i problemi irrisolti. Si comincerà con l’esame del bilancio comunale analizzato da un esperto già uomo di governo, per continuare con il sistema idrico, quello dei trasporti, ecc…ecc…ecc…