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Nota stampa di Santo Biondo (Segretario generale Uil Calabria): «il lascito del governo regionale ai calabresi è davvero pesante»

Sant’Eufemia - Lamezia 8 dicembre 2019   

«Tra esercizio provvisorio, scarsa quantità e bassa qualità degli impegni di spesa assunti attraverso il Por Calabria, il lascito del governo regionale ai calabresi, che fra due mesi ritorneranno alle urne, è davvero pesante.

Dai dati in nostro possesso emerge che su un totale di quasi 2,4 miliardi di euro (2.378,96), tra Fondo europeo di sviluppo regionale ed Fondo sociale europeo gli impegni di spesa sono di 827 milioni di euro (il 34,7% del totale), tre punti percentuali in meno della media delle Regioni meno sviluppate.

Mentre resta basso il livello della la spesa rendicontata che si attesta al 19% (452 milioni di euro), un punto percentuale in meno della media dell’area delle Regioni meno sviluppate.

In particolare per il Fondo europeo di sviluppo regionale che finanzia interventi a favore delle imprese, innovazione, ambiente e infrastrutture, su un totale di 2 miliardi di euro, gli impegni di spesa ammontano a 759 milioni di euro (il 37,2% del totale), 2 punti percentuali in meno dell’area.

La spesa del Fondo europeo di sviluppo regionale che è stata portata a rendiconto, poi, è ferma a 391 milioni di euro (il 19,2% del totale), inferiore alla media dell’area (20%).

Più preoccupante il dato del Fondo sociale europeo, che concentra la sua azione su lavoro, istruzione ed inclusione, in quanto a differenza del Fondo europeo di sviluppo regionale che concentra la sua azione sulla spesa in conto capitale il Fondo sociale finanzia azioni soprattutto di spesa corrente.

Su un totale di 339 milioni di euro il Fondo sociale europeo presenta un livello di impegni di 68 milioni di euro (il 20% del totale) a fronte di una media dell’Area che si attesta al 30,8%. Nonostante, quindi, la nostra segnalazione di diversi mesi addietro si conferma il trend negativo nella programmazione e nella spesa di questi fondi europei.

La Calabria sta patendo più del dovuto per la prolungata assenza di una politica industriale moderna, di politiche per il lavoro efficienti, di politiche sociali inesistenti, di una scarsa attenzione alla non autosufficienza e all’assistenza all’infanzia. Così come si fa sentire la mancata attenzione al dissesto idrogeologico con il piano “Calabria sicura” che si è impantanato.

Il “Patto per la Calabria”, poi, pare essere scomparso dai radar della politica locale. E anche in questo caso i dati appaino impietosi. I “Patti per il Sud”, e, in particolare quello della Calabria resta al palo: a giugno 2019 su 1,2 miliardi di euro di Fondo Sviluppo e Coesione gli impegni di spesa sono fermi a 146 milioni di euro (il 12,1% del totale), e spesi soltanto 1 milione di euro (lo 0,12% del totale). Peggio va con il Patto per la Città metropolitana di Reggio Calabria in quanto su una dotazione di 133 milioni di euro sia gli impegni sia la spesa risultano a zero.

In questo contesto, poi, la nostra regione, stando ai report di Bankitalia e ai dati della Svimez, è l’unica regione in forte recessione. In prossimità dell’ormai prossimo passaggio di testimone il governo regionale ha l’obbligo di fornire un’informazione tacciabile di quelli che sono gli interventi ed i beneficiari dei fondi comunitari.

In questa delicata fase per l’economia calabrese, con una Regione che si appresta a programmare la prossima spesa comunitaria 2021/2027 bisogna evitare di inficiare la stessa con il ricorso ai cosiddetti progetti a cavallo che sono stati il vero vulnus per il futuro della Calabria, non possono essere accettate le solite scuse.

Il governo regionale, a conclusione del suo mandato, ha il dovere di consegnare alla Calabria e ai calabresi atti certi e trasparenti sulle fasi di avanzamento della spesa del Por Calabria. E a tal proposito ricordiamo che il governo regionale, in questi cinque anni e nonostante le nostre continue richieste, ha mancato di mettere in campo una nostra proposta, consegnata al tavolo del partenariato economico e sociale, finalizzata all’attivazione della Banca dati dei fruitori dei fondi comunitari. Un’azione indispensabile perché, anche in un’ottica di prevenzione dell’infiltrazione della criminalità organizzata nella gestione dei fondi europei, metterebbe i calabresi nella condizione di conoscere i dati con un semplice clic, consentendo loro di portare a compimento una concreta azione di controllo sociale che, in questi anni, è stata nei fatti impedita».

Santo Biondo

Segretario generale

Uil Calabria

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Tansi: “Quando si discute di Calabria a Roma, Oliverio non c’è”

“Ogni volta che si è discusso, in questi anni, del futuro dei calabresi a Roma, Oliverio e i suoi sono risultati sempre assenti ingiustificati – scrive in una nota Carlo Tansi.

Abbiamo appreso con sorpresa, mista a rabbia che oggi la Calabria è stata l'unica assente al tavolo in cui le lobby del nord hanno dato inizio all'ultimo scippo e senza nemmeno provare a reagire, senza nemmeno provare a dire una parola per fermare il processo di autonomia differenziato avviato dalle regioni padane e che porterà la Calabria e, temiamo tutto il sud, ad essere privato dei servizi più elementari.

Infatti, Oliverio non ha nemmeno partecipato (come è spesso accaduto, tranne poi inventarsi banali scuse) alla conferenza Stato Regioni convocata per validare la proposta del ministro Boccia che vuole concedere alle regioni del nord l'Autonomia senza condizionarne l'approvazione e la successiva entrata in vigore, alla preliminare determinazione dei Livelli Essenziali di Prestazioni.

Come Tesoro di Calabria – conclude Tansi - non accetteremo mai nessuna autonomia fino a quando non saranno definitivamente individuati, attuati e finanziati i LEP in tutti i settori della Pubblica Amministrazione e si proceda ad equa redistribuzione riequilibratile.

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Tansi ad Oliverio: «Dove sono finiti i soldi dei fondi da me reperiti e destinati alla Protezione Civile?»

"Oggi 5 ottobre inizia il Raduno della Protezione Civile della Calabria per concludersi domani. Sono sorpreso – dichiara Carlo Tansi ex capo della Prociv calabrese e candidato per le prossime elezioni a Governatore della Regione Calabria - di vedere per la prima volta partecipare all'evento Mario Oliverio, negli anni scorsi sempre assente e lontano come sempre del resto da ambienti di gente concreta.

Tuttavia, la sua presenza è un'ottima occasione per fargli un paio di domande a gran voce:

  • dove sono finiti i soldi del finanziamento di 1,5 M€ per i volontari della Protezione Civile?
  • Che fine ha fatto il bando già firmato un anno fa che doveva servire all'acquisto di mezzi e attrezzature per i volontari della Protezione Civile?
  • perché non si parla più del progetto della Scuola della Protezione Civile, da me fortemente voluto, e per il quale erano stati stanziati 2 milioni di euro?

Sì, perché – continua Tansi - mentre lo scorso anno a settembre Oliverio si affannava a studiare mosse populiste, a dire il vero anacronistiche (scimmiottando le strategie post unità d'Italia), come la promessa dell'esenzione del bollo auto per chi si arruola tra i volontari della Protezione Civile, io ho ottenuto un finanziamento di 1,5 M€ destinato proprio ai volontari della Protezione Civile.

Si, perché l'ardore che caratterizza i volontari deve comunque essere supportato da mezzi e attrezzature d'avanguardia per fronteggiare le situazioni di emergenza e tali da garantire la sicurezza di chi mette l'anima in questa attività.

Oliverio rispondici, te lo chiediamo tutti insieme perché con la sicurezza e l'incolumità dei cittadini non si scherza. Non ci sono scuse per ritardi ed omissioni. Sei tenuto a giustificare il silenzio di questi ultimi 10 mesi sulla fine di questo finanziamento.

Oggi però il Governatore si affanna ad elencare tutti i risultati conseguiti nel suo mandato ormai alla fine, nel riformare la Protezione Civile senza mai citare il sottoscritto.  In tre anni grazie alle mie iniziative, portate avanti tra le polemiche strumentali di chi voleva continuare ad assoggettare il volontariato di Protezione Civile alla politica e al clientelismo becero, il corpo dei volontari è diventato sano, efficiente e operativo.

Mi amareggia – conclude - constatare che da quando non sono più il dirigente della Protezione Civile, nessuno ha fatto più nulla di concreto e temo che il volontariato sia ritornato nelle grinfie della politica".

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