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Ritratti. Il 15 aprile ricorre il 20° anniversario della morte di Don Pasquale Zito

  •   Redazione
Ritratti. Il 15 aprile ricorre il 20° anniversario della morte di Don Pasquale Zito

di Fortunato Stelitano - Secondo di sette figli, Pasquale Zito nacque a Fiumara (RC), nella frazione Croce, il 12 ottobre 1935 dal matrimonio fra Rocco e Teresa Zito .

Intraprese i primi studi nella scuola del paese, per poi proseguire la sua formazione presso il Seminario arcivescovile di Reggio Calabria. Venne ordinato sacerdote il 3 luglio 1960 da mons. Giovanni Ferro e celebrò la sua prima messa nella Chiesa di Maria SS. Immacolata di San Rocco di Fiumara. Svolse i suoi primi incarichi nella parrocchia di Villa San Giuseppe e, come vice parroco, in quella di Santa Caterina di Reggio, insegnando religione nella Scuola Media “Vittorino da Feltre”.

Giunse a Staiti per la prima volta il 23 gennaio 1963, anche se la nomina ufficiale risale al 12 febbraio successivo; dal 1976 divenne anche responsabile della parrocchia di Galati di Brancaleone.

Invitato a curare la segreteria di mons. Aurelio Sorrentino, don Zito si rifiutò poiché preferiva dedicarsi in modo diretto alla cura della Vigna del Signore. Durante gli anni ottanta lo stesso Arcivescovo, che ci teneva ad averlo accanto, gli propose anche un trasferimento nella parrocchia di San Roberto (molto più comoda e più vicina alla famiglia), ma il Nostro non accettò, decidendo di proseguire il suo operato a Staiti.

Il suo ministero sacerdotale in paese fu lungo e intenso, particolarmente rivolto alla cura dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, tanto da essere accostato a più riprese alla figura di Don Bosco.

Anzi, a un'attenta analisi, possiamo proprio sostenere che il suo era un vero e proprio progetto educativo incentrato sulla formazione e il progresso dei suoi parrocchiani, soprattutto di quelli più piccoli che vedevano in lui un punto di riferimento sicuro e un sostegno nelle varie fasi della loro crescita.

Le ore di religione presso la scuola elementare, le riunioni del mercoledì e del sabato pomeriggio, la lunga mattinata della domenica già a a partire dal primo rintocco delle campane fino alla catechesi dopo la celebrazione della santa messa e gli immancabili giochi di squadra successivi costituivano appuntamento imperdibile per generazioni di giovani, così come le partite di calcio, le passeggiate del sabato pomeriggio in montagna o i pellegrinaggi e le gite.

Non tralasciava nulla al caso don Pasquale; ogni occasione era opportuna per creare gruppo, comunione, amicizia; così avveniva durante l'attività teatrale, così durante il doposcuola pomeridiano aperto a tutti gli studenti del paese, dalle elementari alle superiori; non mancava, all'occasione, neanche qualche ripetizione serale prima della verifica del giorno dopo; anche se stanco, non diceva mai di no.

Durante la settimana, dopo la santa messa del mattino, insegnava religione presso il Liceo Scientifico di Bova Marina, nell'Istituto Tecnico – Commerciale per geometri di Bova e per ragionieri di Brancaleone; il suo rapporto con gli studenti era sempre improntato a stima e rispetto reciproco.

La cura dei suoi parrocchiani, anche di quelli più anziani e ammalati, fu costante e incisiva, così come l'opera all'interno dei vari gruppi parrocchiali come la Comunità Sant'Anna. Nei suoi trentasette anni di sacerdozio (di cui trentaquattro nella sola Staiti), si dedicò molto alla solidarietà grazie alla costituzione del “Gruppo Amici dei Poveri”, aderendo all'associazione “Raoul Follereau” e collaborando alla fondazione dell'associazione di volontariato di Galati di Brancaleone.

Colpito da grave malattia, alla quale reagì con forza e tenacia, ritornò alla casa del Padre il 15 aprile 1997, lasciando le sue due parrocchie nel più totale sconforto.

Emblematica fu la sua ultima celebrazione eucaristica nel giorno del Giovedì Santo: in evidente stato di sofferenza causato da quel brutto male, il suo atto conclusivo da Arciprete di Staiti fu la reposizione del Santissimo Sacramento dopo la celebrazione della Santa Messa in Coena Domini.

Il suo ricordo rimane indelebile nella memoria di tutti i suoi parrocchiani, oltre che essere eternamente scolpito nel bronzo dello scultore Rosario La Seta eretto lungo la navata sinistra della Chiesa Madre di Staiti: Dall'angustia del tempo al fulgore dell'eterno. Il popolo di Staiti con memore cuore dedica.

Fortunato Stelitano        


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