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Corriere Locride
Gerace. Nota stampa del circolo di Fratelli d’Italia di Locri sulla problematica inerente la S.P.1 che collega Locri con Gioia Tauro

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Conferita la Cittadinanza Onoraria di Oppido Mamertina al produttore e scrittore Ruggero Pegna

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Coldiretti, Aceto: siamo impegnati a gestire il post alluvione con interventi sul territorio e per le aziende agricole

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Gerace. Nota stampa del Gruppo consiliare di Minoranza (Uniti per Gerace) sulle problematiche dell'ex Statale 111

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Mancini premia Poste Italiane. L’azienda guidata da Del Fante vincitrice del torneo di calcio tra le aziende "Top sponsor" della Nazionale

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L’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” realizza il primo rapporto sugli incidenti stradali mortali nel periodo 2013-2017 sulla s.s.106

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Cinquefrondi. Il sindaco Conia chiede ai vari enti preposti di intervenire a tutela della sicurezza dei cittadini

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Diocesi Locri - Gerace. Molte le comunità parrocchiali interessate dall’avvicendamento dei parroci

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Coldiretti, Molinaro: succo di soli agrumi calabresi in vendita nella Gdo

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Nota stampa del Presidente del Consorzio di Bonifica Tirreno Catanzarese sull'evento eccezionale che ha colpito il suo comprensorio

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Siderno. Sabato 13 ottobre si terrà la presentazione del romanzo "Carmela", di Silvana Barillaro

Le vicende di una famiglia di 'ndrangheta raccontate dalla voce di Carmela, erede designata del capobastone Ciccio Spatola. Un excursus della parabola criminale di un boss che ha spadroneggiato per tutta la seconda metà del Novecento, attraverso i suoi loschi traffici in tutti i settori, dal racket delle estorsioni ai sequestri di persona, fino al narcotraffico internazionale. Una escalation che si arresta solo di 
fronte al diniego di trafficare in rifiuti tossici. C'è molto crudo realismo nel romanzo “Carmela” (2018, Città del Sole edizioni), scritto dalla penna brillante della docente Silvana Barillaro, originaria di Mammola ma da anni trapiantata a Messina, che con un tratto delicato e struggente riesce a fondere in un racconto armonioso la vicenda personale della protagonista, a un certo punto colpita negli affetti più cari, con la scalata
delinquenziale del nonno-boss. Una storia, quella di Carmela, che ricorda da vicino il carattere e la forza di alcune donne calabresi, che di fronte a un grave dramma personale trovano il coraggio di ribellarsi a un destino al quale non intendono rassegnarsi. Il romanzo “Carmela” verrà presentato sabato 13 ottobre alle 18 nello spazio culturale “MAG. La ladra di libri” di Siderno. La scrittrice Caterina Mammola dialogherà con l'autrice. Modera Maria Antonella Gozzi.

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Siderno. Venerdì 12 alle 18 alla biblioteca comunale, Claudio Cordova presenta il suo reportage dal Messico

VENERDI' 12 OTTOBRE 2018 ALLE ORE 18.30 verrà proiettata la video inchiesta, "LA TERRA DEGLI ALBERI CADUTI", realizzata dal giornalista Claudio Cordova che narra il dramma dei desaparecidos, ma anche la collusione e le omissioni del governo messicano.

Luogo: BIBLIOTECA COMUNALE ARMANDO LA TORRE VIA REGGIO, 1 SIDERNO (RC)
L'AUTORE DIALOGHERA' CON Gianluca Albanese. 

«In Messico ci sono 33 mila desaparecidos, famiglie che sono decimante dalle sparizioni attuate sia dai narcotrafficanti ma, anche in combutta con lo Stato». Narcos e desaparecidos ma, anche corruzione e omissioni del governo. Un viaggio che dura 48 minuti e che snocciola non di certo l’immagine di un paese per anni costruita ad hoc su spiagge dorate bensì, offre uno spaccato nudo e crudo di una terra martoriata dalla criminalità organizzata, dalla violazione dei diritti umani, dalla povertà e dall’inefficienza e dalle collusioni delle istituzioni. È la prima volta che viene realizzata una video-inchiesta di questa portata: una discesa negli inferi raccontata attraverso la testimonianza diretta e le crude immagini delle tante vittime. Una produzione realizzata tra Italia e Messico “la terra degli alberi caduti” narra un dramma che è diventato ormai uno scandalo e che il panorama internazionale cerca di ignorare. Circa 40 mila persone scomparse e più di 980 fosse comuni. In Messico corruzione e narcos vanno a braccetto in molti casi e in molte regioni. A pagare sono anche i giornalisti che tentano di raccontare queste vicende, casi di narco-politica, di pezzi dello Stato direttamente coinvolti con i gruppi di criminalità organizzata. In questa coincidenza di elementi - politica, cartelli della droga, affari - si nasconde il motivo della violenza contro i giornalisti. Una vera e propria “strategia della tensione” che non risparmia nessuno: emblematica la vicenda dei 43 studenti della scuola di Ayotzinapa, scomparsi per mano di forze dell’ordine e narcos. «In Messico è sempre più diffuso- ha affermato Cordova alla nostra testata- il fenomeno delle fossi comuni, ce ne sono quasi mille e lo Stato non solo non ricerca i corpi delle persone sparite ma, anzi lo vieta ai familiari. Le famiglie quindi sono costrette, a compiere le ricerche dei propri cari di nascosto. Ciò- ha concluso il giornalista- genera ulteriore disperazione nelle vittime che non trovano mai pace».

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Siderno. "Santisti e 'ndrine": Sabato 6 ottore da “MAG. La ladra di libri”, Arcangelo Badolati presenta il suo nuovo saggio

L’evoluzione storica della ‘ndrangheta, dai “don” dei primi del ‘900 fino a boss e colletti bianchi della “Santa” a cavallo tra il XX e XXI secolo. Il giornalista e scrittore Arcangelo Badolati, nel suo recentissimo saggio dal titolo “Santisti e ‘ndrine. Narcos, massoni deviati e killer a contratto” (2018, Pellegrini editore) racconta la ‘ndrangheta in tutti i suoi molteplici e inquietanti aspetti e sfaccettature, con lo stile asciutto e giornalistico di chi è abituato a muoversi ogni giorno tra ordinanze, informative e atti giudiziari in genere, per scrivere  dell’organizzazione criminale più potente al mondo, dalla sua scrivania di caposervizio alla “Gazzetta del Sud”. Uno stile di scrittura che permette all’autore di condensare in poco più di 350 pagine la storia della ‘ndrangheta e le sue cointeressenze con servizi segreti deviati, una certa massoneria, politica e mondo delle istituzioni, offrendo al lettore uno strumento di agevole consultazione, utile a conoscere più a fondo fatti e misfatti del mondo criminale “made in Calabria”. C’è di tutto nella ventesima fatica letteraria del prolifico autore di origine palmese, che devolve in beneficenza i diritti d’autore delle sue opere. Ci sono le storie dei boss d’oltreoceano fatte di momentanee scalate 
interrotte dagli immancabili omicidi, ma anche da tradimenti e “tragedie”. Si scopre che a Reggio Calabria i rapporti tra ‘ndrangheta e massoneria non sono una scoperta recente e si legge di misteri 
irrisolti, come la morte tragica e improvvisa del generale dei Carabinieri Enrico Mino. C’è spazio per l’interesse politico della ‘ndrangheta e delle altre mafie, teso a creare uno stato meridionale indipendente per meglio gestire i propri loschi traffici, per il sostegno al tentato golpe Borghese dell’inizio degli anni ’70, dell’uso strumentale della religiosità e dei rapporti tra mafia e Chiesa condannati con la scomunica pronunciata in Calabria da papa Francesco. Ci sono storie di giornalisti uccisi nel mondo quando decisero di lavorare su inchieste tese a svelare i sordidi accordi e gli affari criminali della ‘ndrangheta, di donne ribelli rispetto allo strapotere delle cosche, di killer spietati e prezzolati, autobombe fatte esplodere e pentiti fatti uccidere, ma anche di quanto sia complicato, nella nostra regione, fare la professione di avvocato penalista. Non mancano le curiosità, tra cui le analogie tra la subcultura ‘ndraghetistica e quanto narrato nei secoli precedenti da una scrittrice tedesca ammiratrice di Cervantes che scriveva di una misteriosa setta spagnola, e un richiamo, ma solo in chiusura dell’opera, ai riferimenti a simbologie religiose e alla dominazione spagnola, che ancora  è possibile rinvenire nei rituali d’iniziazione e di conferimento di nuove “doti” di ‘ndrangheta. Insomma, nel libro di Badolati non ci si limita a citare Osso, Mastrosso e Carcagnosso, o i vari livelli in cui è strutturata l’organizzazione criminale, ma si va a fondo di ogni sfaccettatura del fenomeno mafioso, non disdegnando una conclusione a sfondo pedagogico, tesa a dimostrare, usando logica e buonsenso, come il presente da criminali organizzati si 
trasformerà in un futuro prossimo di reclusi in carceri sovraffollate, latitanti infrattati in bunker sotterranei, o seppelliti sotto le lapidi di un cimitero. “Santisti e ‘ndrine. Narcos, massoni deviati e killer a contratto” verrà presentato nello spazio culturale “MAG. La ladra di libri” di corso Garibaldi, 281 a Siderno sabato 6 ottobre alle 18. Un’occasione da non perdere per incontrare uno dei più celebri cronisti italiani e profondo conoscitore del fenomeno criminale calabrese.

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