Menu
Corriere Locride
La democrazia a zumpa filici (Africo e dintorni)

La democrazia a zumpa filici (…

di Bruno Salvatore Luc...

Poste Italiane: a Reggio Calabria un’azienda a misura di bambino

Poste Italiane: a Reggio Calab…

Reggio Calabria, 6 dic...

Sant'Ilario dello Jonio.  Sabato 7 dicembre l'evento: "Tra racconto e riflessioni le migrazioni del passato e del presente", con Mimmo Gangemi, Ilario Ammendolia e la musica di Fabio Macagnino

Sant'Ilario dello Jonio. Saba…

Sabato 7 dicembre, all...

"Fondo per le Non Autosufficienze": pubblicato il Bando che coinvolge tutti i cittadini residenti a sud di Locri

"Fondo per le Non Autosuf…

Il presente avviso, pr...

Presentato a Lamezia Terme «Leopardi e L’Infinito» di Raffaele Gaetano

Presentato a Lamezia Terme «Le…

Presentato sabato scor...

Nota stampa della Fsi - Usae sull'adempimento dei LEA regionali in sanità

Nota stampa della Fsi - Usae s…

FSI - USAE FEDERAZIONE...

Reggio: «Comitati “politici” per risolvere i problemi dei cittadini?»

Reggio: «Comitati “politici” p…

«Non abbiamo la presun...

Locride. Riunione dei Commissari dei Circoli di Fratelli d’Italia di Ardore, Bovalino, Caulonia, Gioiosa Ionica e Siderno: «soddisfazione per la nomina del nuovo Commissario Regionale»

Locride. Riunione dei Commissa…

«Dopo i proficui lavor...

Il Partito Comunista Calabria inizia la raccolta firme per la presentazione delle liste alle elezioni del Consiglio Regionale

Il Partito Comunista Calabria …

«Nei giorni scorsi, in...

Prev Next

Diocesi Locri - Gerace: «Messaggio per la Quaresima 2019»

  •   Redazione
Diocesi Locri - Gerace: «Messaggio per la Quaresima 2019»

«Oltre lo sguardo fisso su noi stessi».

Un cammino di quaranta giorni, per entrare nel mistero di una morte che apre alla vita. Ecco la Quaresima! Un tempo da vivere con rinnovato impegno. In una liturgia di lode che ci fa recuperare l’entusiasmo della fede. In un cammino scandito dalla Parola, che nelle Domeniche quaresimali invita a seguire il Signore, che va incontro alla Pasqua, passando attraverso la passione e la morte. E’ il cammino di Gesù, che, nel deserto, “non mangiò nulla in quei giorni, ma quando furono terminati ebbe fame” (Lc, 4, 1-13). Condivisione della sua fame, che non trova soddisfazione nella possibilità che le ‘pietre’ diventino ‘pane’: “Non di solo pane vive l’uomo”. Nessun cibo, nessuna bevanda possono placare la fame e sete del cuore. Solo Dio può colmare questa fame. Donaci, Signore, questa fame e sete di te. E’ questo che dona senso al tempo quaresimale. Vero tempo di grazia, che porta sul Tabor. Laddove Gesù si trasfigura con noi e per noi (discepoli eletti). Laddove il Padre lo proclama Figlio eletto: “Questi è il Figlio mio, l’eletto; ascoltatelo!” (Lc 9, 28-36). Esortando a tendere l’orecchio, ad aprirsi all’accoglienza: ascoltarlo è accoglierlo. E’ l’ascolto che feconda la vita.

La parabola del fico sterile illumina la terza tappa quaresimale. Tiene in piedi la speranza: “Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai” (Lc 13, 1-9). Non desistiamo dal cammino di fede che apre alla speranza e alla carità. E’ il cammino profumato dalle buone opere, dalle cosiddette opere di misericordia. La vita senza queste opere è senza profumo.

La Quaresima è illuminata dal volto del Padre Misericordioso della parabola, che attende il ritorno del figlio, quando colpevolmente si è allontanato da casa. Di quel Padre che non smette di amare. Quel Padre, che con sguardo fiducioso, ricco di compassione, ci corre incontro, si getta al collo pronto ad abbracciarci e a baciarci (rileggiamo Lc 15, 1-3.11-32). E’ l’abbraccio che ridona vita con la misericordia ed il perdono.

Come è accaduto all’adultera possiamo sentirci dire: “Nessuno ti ha condannata? … Neanch’io ti condanno: va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8, 1-11). Possiamo sentire lo sguardo di Gesù, che non ci lascia soli sulla via della vita. Illumina le nostre tenebre e ci apre alla speranza. Non lasciamoci intristire dal ritmo monotono del tempo e dalle paure, che tolgono la libertà, la fiducia e la gioia di vivere. Apriamoci alla vita, rompiamo le catene dell’egoismo e quello sguardo sempre fisso su noi stessi. Rivivendo la passione di Gesù, riassaporiamo il gusto della sua vicinanza: “Io sto in mezzo a voi come colui che serve” (Lc 22, 14-23, 56). Impariamo ad incontrarlo nelle persone che ci stanno accanto, in quelle che la pensano diversamente, nei piccoli e nei poveri. Riappropriamoci della speranza della vita nuova nel Cristo Risorto, facendo sì che tutte le nostre tradizioni quaresimali siano illuminate dalla luce della Pasqua.

Sia il tempo quaresimale una palestra di umanità e di rinascita spirituale, in particolare attraverso l’esercizio del digiuno, della preghiera e dell’elemosina. “Digiunare, cioè imparare a cambiare il nostro atteggiamento verso gli altri e le creature: dalla tentazione di “divorare” tutto per saziare la nostra ingordigia, alla capacità di soffrire per amore, che può colmare il vuoto del nostro cuore. Pregare per saper rinunciare all’idolatria e all’autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell’illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene” (dal Messaggio di papa Francesco per la Quaresima 2019).

E’ questa la via che restituisce equilibrio e senso a tutta la nostra vita. La auguro a tutti voi.

Monsignor Francesco Oliva